Antonio Pietropaolo

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Antonio Pietropaolo (Briatico, 1899Milano, 1965) è stato un anarchico italiano.

[modifica] Biografia

Di origine calabrese, ma presto trasferitosi a Milano, si avvicina giovanissimo al movimento anarchico.

Fu tra i 19 arrestati dopo l'attentato al Kursaal Diana del 23 marzo 1921 che provocò 20 morti. Condannato a una lunga pena detentiva uscì dal carcere nel 1932 grazie a un'amnistia. Dopo due anni di libertà vigilata a Vibo Valentia fece ritorno a Milano.

Alla fine del 1943 si ritrova, sfollato, a Santa Cristina, nel Pavese, dove lavora come direttore commerciale alle Officine Guidetti, una fabbrica di motori e gruppi elettrogeni. Deciso a combattere contro i nazifascisti, raccoglie attorno a sè un gruppo di militanti delle Officine Guidetti e crea un Comitato di agitazione antifascista − assieme a Sinogrante Castiglioni, Prospero Saracchi, Bruno Passoni e Luigi Discacciati − che costituirà il braccio politico della Brigata partigiana anarchica Errico Malatesta (poi Brigate Bruzzi Malatesta).

La Brigata Malatesta estende rapidamente il proprio raggio d'azione da Santa Cristina e Bissone a Corteolona, Inverno e Monteleone e Bissone; più tardi nuclei armati si costituiranno anche a Mede e Lomello. Alla Brigata − che pubblica un suo giornale clandestino, intitolato prima Unione e poi ribattezzato Rivoluzione − si unisce anche un gruppo di soldati cecoslovacchi arruolatisi nella Wehrmacht tedesca per sfuggire alla prigionia.

I partigiani garibaldini, legati al Partito comunista, premono per inglobare nelle loro fila la Brigata Malatesta; gli anarchici decidono invece di aderire alla Brigata Matteotti di matrice socialista, ingresso formalizzato in un convegno clandestino nell'estate del '44. L'intesa viene poi sancita dal patto tra Sandro Pertini e il dirigente anarchico Mario Orazio Perelli.

Il 2 marzo 1945 Pietropaolo viene arrestato dalle SS naziste e tradotto nel carcere di San Vittore, a Milano, dove viene torturato. Uscirà solo alla Liberazione.

Nel dopoguerra Pietropaolo si allontana dal movimento anarchico e si avvicina al comunismo e poi fonda un partito vicino alle posizioni del presidente iugoslavo Tito.

Muore a Milano nel 1965.

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