Antonio Costa

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Antonio Costa (Massa Lombarda, 9 marzo 1898Massa Carrara, 10 settembre 1944) è stato un monaco e presbitero italiano, medaglia d'oro al valor militare.

Indice

[modifica] Biografia

Padre Antonio Costa.

Padre Costa nacque a Massa Lombarda il 9 marzo 1898, quarto di dieci figli. Papà Angelo (Baiuchèn era il suo soprannome in romagnolo) faceva il "corriere" fra Massa Lombarda e Lugo con un carretto trainato da un asino. Il piccolo Antonio rivelò ben presto notevoli capacità nello studio. A poco più di dodici anni decise quindi di entrare nel seminario di Imola; successivamente, parlando delle proprie scelte, Antonio precisò che desiderava ardentemente "trascorrere la vita tra le mura di un romitaggio, lungi da ogni consorzio umano, per attendere con più intensità alla preghiera, alla penitenza". Era quindi la vita claustrale la sua massima aspirazione e, vincendo le mille difficoltà frapposte da parenti, amici e superiori, il 18 luglio 1915 partì per l’eremo di Camaldoli.
Antonio Costa rimase a Camaldoli per quattro anni. Aspirando ad una vita di completa penitenza e preghiera, decise di farsi certosino e fu accolto nella Certosa di Vedana, nel bellunese. Ma il suo fisico non resse a tutte le privazioni cui si costringono i monaci certosini. Dopo essere stato visitato da un medico, consigliato dai suoi superiori, ritornò alla vita civile.

A Massa Lombarda, Antonio trovò occupazione nella filiale locale del Credito Romagnolo e si impegnò, come animatore, nella comunità cattolica per tre anni. Riacquistata completamente la salute, la sua vocazione riemerse con forza. Decise definitivamente di prendere i voti.
Trascorso il noviziato in Spagna nella Certosa di Montalegre, presso Barcellona, il 6 gennaio 1928 finalmente pronunciò i voti, prendendo il nome di Gabriele. Nove mesi dopo, il 22 settembre 1928, nella Cattedrale di Barcellona, Dom[1] Gabriele venne ordinato sacerdote. Tornato in Italia peregrinò per varie Certose, per approdare infine, nel 1938, alla Certosa di Farneta, presso Lucca. Qui, grazie ai suoi studi e all'esperienza lavorativa avuta in banca, ebbe l’incarico di Procuratore, cioè di amministratore del convento. Fu amico di Giorgio La Pira e conobbe il campione Gino Bartali.
Nel 1941 poté fare l’ultima visita ai vecchi genitori, nel suo paese natale.

La vita di dom Gabriele si concluse tragicamente durante la seconda guerra mondiale. Dopo l'8 settembre 1943 l'Italia era stata invasa dalle truppe germaniche. Subito la Certosa di Farneta aveva aperto le porte a quanti, oppressi dalle difficoltà e dai dolori, chiedevano assistenza e conforto. Il convento ospitò tutti quelli che chiedevano aiuto: giovani dei dintorni, contadini, operai, profughi, perseguitati, ricercati. Le S.S. tedesche, che avevano sede vicino al convento, si insospettirono per alcune presenze ritenute "non permesse dalle leggi germaniche" e la notte tra il 1° e il 2 settembre 1944 fecero irruzione nel monastero.

La prima disposizione che colpì Antonio Costa fu la proibizione di indossare il saio: dom Antonio dovette vestirsi in borghese. Fu anche interrogato più volte, ma da lui i tedeschi non ottennero nessuna informazione.
Fu quindi condotto, con altri prigionieri a Nocchi, in un vecchio capannone e imprigionato.
Il 6 settembre i tedeschi, in ritirata, entrarono nel capannone-prigione e fecero una cernita. Fra i condannati a morte c’era Padre Costa. Il 10 settembre Costa, il confratello Dom Pio Egger e il professore medico Guglielmo Lippi Francescani, furono caricati su una camionetta che si inerpicò sulla strada per Ponte Forno; arrivati ai piedi di una rupe, furono fatti scendere e falciati da una raffica di mitra.

Dom Gabriele Costa è sepolto al cimitero della Certosa di Farneta.

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Dopo aver reso alla lotta di liberazione servizi veramente eminenti costituendo, ed in se stesso impersonando, un importante centro di raccolta, vaglio e trasmissione informazioni e dando, con cristiana pietà, asilo nel Monastero di Farneta a molti perseguitati dalla furia tedesca, cadeva, per delazione, nelle mani delle SS. germaniche. Duramente interrogato e sottoposto a tortura manteneva nobile ed esemplare contegno, molti salvando col silenzio e dando, con la sua eroica morte, nobile esempio di fedeltà alla Religione ed alla Patria.

[2].»
— Certosa di Lucca, settembre 1943 - settembre 1944.

L’Amministrazione Civica di Massa Lombarda gli ha intitolato una strada ed ha fatto incidere il suo nome in una delle steli del monumento ai Caduti della Resistenza. La Comunità cattolica ha fatto porre una lapide commemorativa nella Chiesa Arcipretale massese e ne auspica la beatificazione.

[modifica] Note

  1. ^ Dom è l'appellativo degli Abati Benedettini, Trappisti, Certosini e comunque degli Abati in genere, e dei Superiori di Comunità religiose.
  2. ^ Quirinale Scheda - 27 dicembre 2008

[modifica] Fonte

  • Leano Lancieri, «Un'anima ardente di amore: dom Gabriele Costa», Il Nostro S. Paolo, novembre 2004.

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