Antivari
| Antivari comune |
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| Dati amministrativi | |||||||
| Stato | |||||||
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| Coordinate | 42°06′49″N 19°05′41″E / 42.113611°N 19.094722°ECoordinate: 42°06′49″N 19°05′41″E / 42.113611°N 19.094722°E | ||||||
| Altitudine | 5 m s.l.m. | ||||||
| Superficie | 598 km² | ||||||
| Abitanti | 40 037 (2003) | ||||||
| Densità | 66,95 ab./km² | ||||||
| Altre informazioni | |||||||
| Cod. postale | 85000 | ||||||
| Prefisso | +382 85 | ||||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||||
| Targa | BR | ||||||
| Localizzazione | |||||||
| Sito istituzionale | |||||||
Antìvari (in montenegrino Бар [traslitterato Bar], in albanese Tivari, in greco Θηβάριον [Thivárion] o Αντιβάριον [Antivàrion], in italiano anche Antibari) è un comune del Montenegro sulla costa del mar Adriatico.
Il capoluogo comunale conta circa 14.000 abitanti ed è il maggior porto del Montenegro, anche se è di difficile accesso in condizioni di tempo meteorologico avverse.
Indice |
[modifica] Storia
Siti archeologici risalenti al neolitico hanno confermato la presenza umana sin dalla preistoria. I resti risalenti all'epoca degli Illiri possono essere trovati in molte zone intorno alla città. Si presume che Antivari corrisponda all'antico castello romano Antipargal del VI secolo e il nome Antibarium è citato per la prima volta in un documento del X secolo.
Secondo un'altra interpretazione, il toponimo deriverebbe invece dalla sua posizione speculare rispetto alla città di Bari ("Antibarium", cioè "di fronte a Bari"); entrambe le località trarrebbero origine a loro volta da una radice pregreca significante "villaggio vicino all'acqua".
Anche se non si conosce esattamente l'anno in cui la città fu annessa per la prima volta al regno di Doclea, dato che l'influenza degli slavi era predominante già da molto tempo prima della sua conquista, si può pensare che questa avvenne nel IX secolo. Molti sovrani di Doclea hanno vissuto nella città, come ad esempio Mihailo I Vojislav o Constantin Bodin che fu incoronato nell'arcidiocesi di Antivari.
In questo periodo mentre Doclea era impegnata in conflitti contro i suoi stati confinanti, l'Impero Bizantino e lo "Stato meridionale degli slavi" di Samuele di Bulgaria, il più famoso regnante di Doclea, il principe Vladimir, aveva il suo trono a Krajina, vicino ad Antivari.
Papa Alessandro II aderì all'appello del protospatario Michele Bodin (Mihailo Prislavo), figlio del re Mihailo, e crea il la diocesi di Antivari in Doclea. La nuova diocesi fu eretta solennemente nel Concilio di Melfi II (1º agosto-settembre 1067).
Per liberare lo stato dalla pressione dei bizantini, il figlio di Stefan Dobroslav I Vojislav – il principe Mihailo, chiese ed ottenne la corona reale dal papa di Roma nel 1077, anno a partire dal quale gli storici fanno risalire l'indipendenza di Doclea dall'impero di Bisanzio.
L'impero bizantino governò ancora sulla città tra il 1166 e il 1183 quando fu sconfitto da Stefan Nemanja, che distrusse le città sulla costa dell'Adriatico, compresa Antivari, e unì il principato di Zeta a quello di Rascia. Dal 1443 al 1571 la regione fu sotto il controllo della Repubblica di Venezia. Nel 1571 la città fu catturata dagli ottomani, entrando a far parte dell'impero fino al 1878, quando passò al Principato del Montenegro per effetto del Trattato di Berlino.
L'art. 29 del Trattato di Berlino[1] pose tuttavia significative limitazioni alla sovranità del nuovo stato indipendente proprio con riguardo al suo maggiore porto: tra le varie disposizioni, Antivari sarebbe dovuta rimanere un porto meramente commerciale, con divieto d'ingresso in porto per qualunque imbarcazione da guerra, e la k.u.k. Kriegsmarine si riservò il diritto di polizia marittima lungo tutte le coste montenegrine. Nell'aprile 1909, per controbilanciare l'annessione della Bosnia ed Erzegovina da parte della duplice monarchia, le grandi potenze accordarono l'abrogazione di parti dello stesso articolo, mantenendo però per Antivari la natura di porto commerciale.
Dall'inizio del '900 fino alla vigilia della prima guerra mondiale fu notevole l'influenza dell'Italia anche dovuta al fatto che Nicola I re del Montenegro era suocero del Re d'Italia. Gli Italiani costruirono la prima parte moderna del porto, ultimata nel 1909 e la ferrovia da Antivari a Virpazar di 41 km che avrebbe dovuto condurre a Podgorica, la principale città del Montenegro.
Il 30 agosto del 1904 lo scienziato italiano Guglielmo Marconi effettuò un collegamento radio tra la città di Antivari e quella di Bari in Italia.
Il 13 luglio del 1941 la città si sollevò contro gli occupanti.
[modifica] Personalità legate ad Antivari
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Personalità legate ad Antivari. |
- Giovanni da Pian del Carpine, religioso francescano
- Eugenio Popovich, patriota
[modifica] Popolazione
Antivari è il centro amministrativo dell'omonimo comune, che include anche la città di Spizza (Sutomore) e altri centri minori lungo la costa. Secondo il censimento del 2003 il comune contava 40.037 abitanti; il capoluogo 13.719.
Popolazione (città):
[modifica] Circoscrizioni e località
Il comune comprende 83 località raccolte in 12 circoscrizioni (mjesna zajednica)
[modifica] Circoscrizioni
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[modifica] Località
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I gruppi etnici, sempre secondo lo stesso censimento sono così composti:
- Montenegrini (44.14%)
- Serbi (24.81%)
- Albanesi (12.05%)
- Slavi di religione musulmana (6.31%)
- Bosniaci (2.27%)
[modifica] Economia
I maggiori simboli economici della città sono il porto (il più grande del Montenegro), la ferrovia per Belgrado e il tunnel chiamato Sozina.
Il moderno scalo del porto di Antivari (con circa 3.100 metri di banchine, 800 ettari di area portuale, un grande acquario, il terminale per i container), può ricaricare 5 milioni di tonnellate di prodotto.
Nel 1976 è entrata in funzione la ferrovia tra Belgrado ed Antivari, con notevoli ricadute turistiche per la città. Ha avvicinato l'Adriatico a molte zone continentali dell'Europa.
L'industria alimentare “Primorka” opera in città da oltre 50 anni, producendo olio d'oliva e succo di melograno.
Nell'area municipale sono stati contati oltre 95.000 alberi di olivo, oltre 80.000 di agrumi.
Il Centro di coltivazione subtropicale, fondato nel 1937, è l'istituzione scientifica più antica del Montenegro. Svolge ricerche nel campo della coltivazione e della protezione ambientale.
[modifica] Turismo
Oltre ad essere il maggior porto del Montenegro, Antivari e le sue vicinanze sono anche una della maggiori destinazioni turistiche del paese. Oggi Antivari è una città moderna, ricostruita quasi per intero dopo la Seconda guerra mondiale, con edifici moderni, ampi vialoni e grandi parcheggi.
Anche se la città offre piccole spiagge rocciose, i turisti scelgono i centri minori dei dintorni, e tra queste Spizza con la sua bella e grande spiaggia sabbiosa.
[modifica] Trasporti
Antivari è ben collegata con l'interno del Montenegro, come con la zona costiera del paese. Il tunnel Sozina, completato nel 2006, accorcia i collegamenti con Podgorica di circa 50 kilometri.
La città è collegata con le altre città costiere tramite linee marittime che si estendono anche alla Croazia. È capolinea di una linea ferroviaria per Pogdorica e Belgrado.
L'aeroporto di Podgorica dista circa 40 km, e da lì partono voli regolari per Belgrado, Budapest, Zurigo, Francoforte, Lubiana, Parigi, Roma e Vienna.
[modifica] Personalità legate alla città
- Giovanni da Pian del Carpine, viaggiatore e religioso medievale, qui morto
[modifica] Note
- ^ Art. 29.- "Antivari e il suo litorale sono annessi al Montenegro. Il Montenegro non potrà avere né navi né bandiere di guerra. Il porto di Antivari e tutte le acque del Montenegro resteranno chiuse alle navi da guerra di tutte le nazioni. Le fortificazioni situate sul territorio montenegrino fra il lago e il litorale saranno demolite, e non ne potranno essere costruite altre in questa zona. La polizia marittima e sanitaria, tanto ad Antivari che lungo la costa del Montenegro, sarà esercitata dall'Austria-Ungheria per mezzo di naviglio leggero guardacosta. Il Montenegro adotterà la legislazione marittima in vigore in Dalmazia. Da parte sua l'Austria-Ungheria si impegna ad accordare la sua protezione consolare alla bandiera mercantile montenegrina. Il Montenegro dovrà intendersi con l'Austria-Ungheria sul diritto di costruire e mantenere attraverso il nuovo territorio montenegrino una strada e una ferrovia. Un'intera libertà di comunicazioni sarà assicurata su questa via."
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
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