Alvito (Italia)
| Alvito comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
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| Provincia | |||||
| Sindaco | Duilio Martini (lista civica) dal 16/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 41°41′0″N 13°44′0″E / 41.68333°N 13.73333°ECoordinate: 41°41′0″N 13°44′0″E / 41.68333°N 13.73333°E | ||||
| Altitudine | 475 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 52,04 km² | ||||
| Abitanti | 2 885[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 55,44 ab./km² | ||||
| Frazioni | Castello, Peschio, Santa Maria del Campo, Sant'Onofrio, Val di Rio | ||||
| Comuni confinanti | Atina, Campoli Appennino, Casalvieri, Gallinaro, Pescasseroli (AQ), Posta Fibreno, San Donato Val di Comino, Vicalvi | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 03041 | ||||
| Prefisso | 0776 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 060004 | ||||
| Cod. catastale | A244 | ||||
| Targa | FR | ||||
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta) | ||||
| Cl. climatica | zona D, 1 938 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | alvitani | ||||
| Patrono | san Valerio | ||||
| Giorno festivo | martedì successivo alla Pentecoste | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Alvito nella provincia di Frosinone |
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| Sito istituzionale | |||||
Alvito è un comune italiano di 2.885 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.
Situato nella Valle di Comino, fa parte del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e della XIV Comunità Montana Valle di Comino. Vi ha sede il Gal "Versante laziale del Parco nazionale d'Abruzzo". Ha il titolo di città, in virtù sia del Regio Dispaccio del 1739 di Carlo VI sia del Regio Diploma del 1744 di Carlo III[3], come confermato con decreto del Presidente della Repubblica Italiana del 4 giugno 1987[4].
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Età medievale
| Per approfondire, vedi le voci Contea di Alvito e Castello Cantelmo (Alvito). |
Le prime testimonianze della presenza di un paese (Civitas Sancti Urbani) risalgono al 967, mentre la fondazione del primo nucleo insediativo di "Alvito", il cui nome sembra derivare da mons Albetum (monte Albeto), posto alle sue basi, rimonta all'anno 1096.
Nei secoli successivi lo sviluppo demografico ed economico della zona superiore della città (l'attuale frazione Castello) portò alla nascita di altri centri delle vicinanze, tuttora esistenti. Nel corso del XIII secolo la signoria di Alvito passò sotto il dominio della potente famiglia dei conti d'Aquino, e dalla fine del Trecento venne posta sotto il governo della famiglia Cantelmo, trasformandola all'inizio del XV secolo in Contea. A Rostaino Cantelmo si deve, nel 1350 la ricostruzione del Castello, distrutto nell'anno precedente da un terremoto.
[modifica] Età moderna
| Per approfondire, vedi la voce Ducato di Alvito. |
Nel corso del Cinquecento, dopo essere passata al condottiero Pietro Navarro, la Contea di Alvito entrò nel dominio della famiglia Folch de Cardona, in particolare di Raimondo, viceré di Napoli, e dei suoi figli Ferrante e Antonio, attraversando con questi ultimi, tuttavia, un generale degrado. Dal 1595 Alvito e buona parte della Valle di Comino diventano feudo della famiglia Gallio, originaria di Cernobbio, che reggerà le sorti del ducato sino alla fine del XVIII secolo. I Gallio abbellisco il paese, ad esempio costruendo il palazzo ducale (Palazzo Gallio), e aprendo, nel 1665, Via Gallia (oggi Corso Gallio), la strada principale, e ne vivacizzano la vita culturale.
[modifica] Età contemporanea
Nel corso del XIX secolo, la cittadina registra, in linea con la storia europea, la crescita della borghesia e la modificazione del tessuto urbanistico. Da un lato vede la costruzione di grandi palazzi sul corso principale (come ad esempio Palazzo Graziani sorto nel 1841 e Palazzo Sipari eretto nel 1858), che decretano la spinta economico-sociale nella parte "bassa" del centro, dall'altro vi è l'acquisizione dei segni di una vita civile propri dello spirito borghese, con la costruzione di nuove arterie stradali (in particolare il collegamento Alvito-Castello) e l'istituzione di servizi primari (Ospedale, Pretura, Liceo, Scuola d'agricoltura). Nella seconda metà dell'Ottocento, si registra in Alvito e in tutta la Valle di Comino un'impennata dell'economia, fondata prevalentemente sull'agricoltura, ma anche, accanto allo stagionale migrazione di buona parte della popolazione bracciantile nella campagna romana, i primi fenomeni di emigrazione.
Nel 1919, su iniziativa di Vincenzo Mazzenga, vi fu istituita la prima colonia agricola di Terra di Lavoro, per gli orfani dei contadini periti nella prima guerra mondiale, che rimase attiva sino alla metà degli anni Trenta. Durante la seconda guerra mondiale, nonostante la vicinanza con il fronte di Cassino, Alvito fu risparmiata dagli attacchi aerei. Mentre è stata più volte colpita da eventi sismici, gli ultimi dei quali registratisi nel 1901, nel 1915 e nel 1984, che fortunatamente non ne hanno intaccato il patrimonio storico-artistico. A causa della mai cessata emigrazione, indotta prevalentemente dall'assenza di lavoro, così come avviene in altre piccole realtà meridionali, e nonostante il territorio ricada nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Alvito subisce da tempo un costante spopolamento.
[modifica] Simboli
[modifica] Blasone
| « D'argento, al leone d'oro, allumato di rosso, rivoltato, riposante sulla campagna di verde, attraversato dall'olivo di verde, fruttato di nero, fustato al naturale, nodrito nella campagna. Ornamenti esteriori da Città » | |
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(Art. 6, Let. A, Statuto del Comune di Alvito)
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[modifica] Gonfalone
| « Drappo partito di bianco e di verde riccamente ornato di ricami d'oro e caricato della stemma con la iscrizione centrale in oro recante la denominazione della Città. Le parti di metallo e i cordoni dorati. L'asta verticale ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro » | |
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(Art. 6, Let. B, Statuto del Comune di Alvito)
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[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
- Insigne Collegiata di San Simeone Profeta;
- ex Convento di San Nicola (XVI sec.)
- Chiesa di Santa Teresa
- Chiesa di Santa Maria Assunta (con le spoglie di Santa Mesia Elia martire, matrona del Castello)
- Chiesa di Santa Maria del Campo
[modifica] Architetture Civili
- Palazzo Ducale (fine XVI-inizio XVII sec.);
- Palazzo Elvino
- Palazzo Ferrante
- Palazzo Graziani
- Palazzo Panicali
- Palazzo Rosati
- Palazzo Sipari
- Villa di Collebuono
- Villa Mazzenga
[modifica] Architetture MIlitari
- Castello Cantelmo
- Torre Palombara (casa natale di Mario Equicola)
[modifica] Altro
- Fossa Majura (suggestiva dolina carsica)
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Cultura
[modifica] Personalità legate ad Alvito
- Giulio Calvi, teologo e vescovo di Sora;
- Giacomo Castrucci, protonotario apostolico e interprete dei papiri ercolanesi;
- Berardino Elvino, vescovo di Anglona-Tursi e tesoriere generale della Chiesa;
- Mario Equicola, umanista;
- Antonio Fazio, economista, ex governatore di Bankitalia;
- Aniceto Ferrante, vescovo di Gallipoli e scrittore ecclesiastico;
- Giampaolo Flavio, umanista;
- Achille Graziani, garibaldino e archeologo;
- Vincenzo Mazzenga, presidente di Terra di Lavoro e filantropo;
- Domenico Santoro, filologo, storico e poeta;
- Erminio Sipari, deputato e fondatore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise;
- Eduardo Aguero Zapata, clavicembalista e pianista argentino.
[modifica] Economia
Le principali attività economiche sono legate all'agricoltura, ormai in declino, se si esclude un rinnovato interesse legato alla viticoltura, in particolare con l'introduzione del cabernet, e all'artigianato locale. Alvito è anche nota per la produzione di speciali torroni di pasta di mandorle ricoperti di cioccolato fondente. È una tradizione che risale alla fine del XVIII secolo.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Duilio Martini (lista civica) dal 16/05/2011
[modifica] Gemellaggi
Alvito, Portogallo, dal 2001;
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
- ^ Statuto del Comune di Alvito, art. 5, Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, parte I, 20 giugno 2000.
- ^ Cfr. L. Santoro, Silloge di notizie araldiche della Città di Alvito, Municipio di Alvito, Ivi 1988, pp. 26-29.
[modifica] Bibliografia
- Il Ducato di Alvito nell'Età dei Gallio, tomo I (Atti), Banca della Ciociaria, Alvito 1997;
- D. Antonelli, Alvito dalle origini al sec. XIV. Nella ricorrenza del IX Centenario della fondazione della Città (1096-1996), Printhouse, Castelliri 1999;
- C. Iacobone, Alvito e la sua valle dall'antichità fino ad oggi. Cronache documentali, Centro studi Cominium “P. Michele Jacobelli”, Casalvieri 2003.
- V. Iacobone, Appunti e…spunti su “Alvito e Valle di Comino”, Centro studi Cominium “P. Michele Jacobelli”, Casalvieri 1984.
- D. Santoro, Pagine sparse di storia alvitana, 2 voll., Jecco, Chieti 1908-1909;
[modifica] Voci correlate
- Civita di Sant'Urbano
- Contea di Alvito
- Ducato di Alvito
- Valle di Comino
- XIV Comunità Montana Valle di Comino
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Alvito su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Alvito")
- Notizie da e su Alvito