Almería
| Almería comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Comunità autonoma | |||||
| Provincia | |||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 36°49′00″N 2°27′00″W / 36.833333°N 2.45°OCoordinate: 36°49′00″N 2°27′00″W / 36.833333°N 2.45°O | ||||
| Altitudine | 23 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 296,21 km² | ||||
| Abitanti | 189 798 (2007) | ||||
| Densità | 640,75 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Benahadux, Enix, Gádor, Huércal de Almería, Níjar, Pechina, Tabernas, Turrillas, Viator | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 04001 | ||||
| Prefisso | (+34) 950 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Targa | AL | ||||
| Nome abitanti | almeriense, urcitano-a | ||||
| Comarca | Metropolitana di Almería | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Almería è un comune spagnolo di 189.798 abitanti situato nella comunità autonoma dell'Andalusia bagnato dal Mediterraneo.
Attorniata da una cerchia di sierre affacciate sul mare è un importante porto commerciale, uno dei principali della Spagna mediterranea dopo Barcellona, che serve per l'esportazione di minerali di ferro delle miniere delle Sierre e dalle rinomate uve da tavola coltivate nell'entroterra.
È celebre agli amanti del cinema per essere stato teatro di riprese di molti spaghetti-western (quelli di Sergio Leone in primis).
Il comune comprende anche l'isola di Alboran tra la Spagna e il Marocco e l'isolotto di Perejil, nei pressi dell'enclave spagnola di Ceuta. Entrambe le isole sono rivendicate dal Marocco.
Indice |
[modifica] Storia
Insediamento fenicio fu poi un importante porto romano e venne chiamata Portus Magnus.
Il suo nome attuale deriva dall'arabo al-Miriya ("lo specchio") o al-Meraya ("torre di osservazione"), grazie al magnifico castello moresco, Alcazaba: tra le fortezze musulmane dell'Andalusia, solo quella di Alhambra è più grande. La città venne fondata da Abd al-Rahman III di Cordova nel 955 come principale porto del suo dominio e per rinforzare le sue difese nel Mediterraneo contro il califfato dei Fatimidi, in Tunisia.
Fiorente mercato di schiavi bianchi (detti saqaliba) durante il dominio islamico[1], divenne un emirato indipendente e centro di cultura e d'arte. Del lungo periodo di dominazione moresca che va dal 711 al 1489 conserva ancora gli aspetti oltre che in alcuni monumenti nell'intricata planimetria.
Entrata a far parte della Castiglia ne seguì le sorti. Nel 1522 fu distrutta da un terremoto e ricostruita. È sede vescovile.
[modifica] Luoghi di interesse
- Chiesa di Santiago, bella chiesa rinascimentale del 1533 con torre e portale a rilievi.
- Paseo de Coches lungomare moderno con giardini e palme, panoramico essendo aperto sul porto e sul golfo.
- Museo di Almeria che conserva materiale archeologico proveniente dagli scavi della zona: reperti d'epoca preistorica, iberica, greca, romana e oggetti della civiltà musulmana: ceramiche, epigrafi e capitelli provenienti dall'Alcazaba.
- Cattedrale con l'aspetto di una fortezza dotata di torri, merlature, cammino di ronda per difesa dai pirati che infestavano il Mediterraneo. In origine era una moschea poi trasformata in chiesa, distrutta dal terremoto del 1522, fu ricostruita nel XVI secolo ingentilendo in forme rinascimentali le muraglie originarie.
- Alcazaba l'antica fortezza iniziata nel secolo VIII, distrutta nel 1522 dal terremoto. È costituita da un triplice giro di mura, un potente maschio e magnifici giardini. Al di sotto si estende un magnifico bianco quartiere di aspetto arabo.
- Castello di San Cristobal in rovina, sorge su una collina ed è collegato all'Alcazaba da una muraglia.
- Chanca gruppo di abitazioni scavate nella roccia tufacea.
- Parco die Rescate sorge ai piedi dell'Alcazaba ed ha una sezione ornitologica e faunistica con speciale attenzione alla fauna sahariana.
La Costa di Almeria sul golfo omonimo ha bei centri balneari come Mojacar di recente sviluppo dal clima particolarmente dolce, Almerimar (nella città d'El Ejido) e, presso estese saline: Roquetas de Mar.
[modifica] Note
- ^ F. Cardini e M. Montesano, Storia medievale, Firenze: Le Monnier, 2006, p. 116
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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