Aleksandr Romanovič Beljaev
Aleksandr Romanovič Beljaev (cir. rus. Алекса́ндр Рома́нович Беля́ев; Smolensk, 16 marzo 1884 – Puškin, 6 gennaio 1942) fu uno scrittore russo, poi dal 1918 sovietico, che si occupò prettamente di fantascienza.
Studiò diritto e musica, laureandosi nel 1906 in legge; visitò Francia ed Italia nel 1913. Nel 1915 una tubercolosi ossea alla colonna vertebrale lo lascerà paralizzato per mesi avvicinandosi alla lettura di Jules Verne e Konstantin Ciolkovskij. Dal 1923 si trasferì a Mosca dove intraprese le sue pubblicazioni letterarie, ispirate sempre a fatti scientifici, legati a veri campi, genetica, scienza dei trapianti, cosmonautica, fisica, chimica.
Autore di oltre 50 fra romanzi e racconti brevi fra i quali L'uomo anfibio (Человек-амфибия), Ariel (Ариэль) e La testa del Professor Dowell (Голова профессора Доуэля). Beljaev muore di fame a Puškin sotto l'invasione tedesca, mentre sua moglie e sua figlia sono deportate in Polonia, ma riescono a sopravvivere. Ha avuto grande successo in patria ed all'estero, in italiano sono stati pubblicati L'uomo anfibio, Elephas Sapiens e Mister Risus. È autore delle biografie di famosi studiosi come Lomonosov, Pavlov e Ciolkovskij.
