Alì (Italia)

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Alì
comune
Alì – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sicilia – stemma Sicilia
Provincia Messina – stemma Messina
Sindaco Carmelo Satta (lista civica Insieme per Cambiare Alì) dal 17/06/2008
Territorio
Coordinate 38°01′37″N 15°25′01″E / 38.02694°N 15.41694°E / 38.02694; 15.41694 (Alì)Coordinate: 38°01′37″N 15°25′01″E / 38.02694°N 15.41694°E / 38.02694; 15.41694 (Alì)
Altitudine 450 m s.l.m.
Superficie 16 km²
Abitanti 834[1] (31-12-2010)
Densità 52,13 ab./km²
Comuni confinanti Alì Terme, Fiumedinisi, Itala
Altre informazioni
Cod. postale 98020
Prefisso 0942
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083002
Cod. catastale A194
Targa ME
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona C, 1 396 GG[2]
Nome abitanti alioti
Patrono sant'Agata
Giorno festivo 5 febbraio
Localizzazione
Alì è posizionata in Italia
Alì
Posizione del comune di Alì all'interno della provincia di Messina
Posizione del comune di Alì all'interno della provincia di Messina
Sito istituzionale

Alì è un comune italiano di 849 abitanti della provincia di Messina in Sicilia.

Indice

[modifica] Geografia

Sorge in collina e dista circa 30 km dal capoluogo. Sorge alle pendici del colle Sant Elena tra i monti Peloritani a 450 metri s.l.m.

Per la sua posizione è stato definito "una veranda pensile sullo Jonio".[3].

[modifica] Storia

Le uniche notizie sulla storia antica e medioevale di Alì ci sono riferite dal frate Cappuccino aliese fra' Serafino d'Alì (1701-1768), il quale nel 1754 stilò un prezioso manoscritto intitolato Della Storia di Alì e suo territorio, ovvero sua fondazione ed origini e quanto in essa si racchiude e si contiene recante interessanti notizie sulle origini di questo paese.

Secondo questo antico manoscritto, Alì sarebbe stata fondata, nel 638 a.C., da colonizzatori greci provenienti dall'Elide, regione della Grecia situata nella parte occidentale del Peloponneso. L'originario abitato era situato sull'attuale Piano Mollerino, molto vicino al Promontorio d'Alì ed a breve distanza dal mare. Successivamente, forse a causa di scorrerie piratesche, l'abitato di Piano Mollerino venne abbandonato, si optò per un sito senza dubbio più sicuro: l'altipiano in cima al Monte Scuderi. Purtroppo anche tale collocazione non si rivelò tra le migliori, essendo estremamente esposta ai venti ed alle intemperie, soprattutto nei freddi mesi invernali. Si decise di spostare l'abitato in un terzo sito, alle pendici del Monte Sant'Elena, quello attuale, ove la cittadina crebbe e prosperò.

La cittadina di Elis, così chiamata dai suoi abitanti in ricordo della Madrepatria, era posta sotto la giurisdizione della polis greca di Zancle. Con molta probabilità, gli abitanti dell'antica Elis erano dediti all'agricoltura e specializzati nello sfruttamento delle ricche risorse minerarie del territorio circostante.

Nel 250 a.C., in occasione della Prima Guerra Punica, che vide contrapposti i Romani, alleati dei Mamertini padroni di Messina, contro i Cartaginesi alleati di Siracusa; Elis subì la distruzione da parte dei siracusani guidati dal Tiranno Gerone II. Dopo questo drammatico evento non abbiamo più notizie storiche sull'antica Elis, non sussistendo informazioni riguardanti l'età Romana, Bizantina e Araba.

Nel 1093, il re Ruggero I di Sicilia, concesse i villaggi di Alì ed Itala ai monaci basiliani del monastero dei Santi Pietro e Paolo di Itala, l'Abate di quel monastero divenne così Barone di Alì e Itala, esercitando sui due villaggi il potere di mero e misto imperio. Il centro di Alì (e quello vicino di Itala) era posto sotto la giurisdizione ecclesiastica dell'Archimandrita di Messina, nel 1468, venne inglobato nella minuscola diocesi archimandritale di Savoca.

Durante tutto il XVI secolo, Alì conobbe un periodo di grande sviluppo economico, edilizio e demografico; grazie ai proventi derivanti dall'estrazione mineraria e dalla coltivazione dell'olivo. Proprio in questo secolo sorsero l'attuale Duomo di Sant'Agata (1565) e il Convento dei Cappuccini (1574). Rapporti privilegiati sussistevano tra Alì e Messina, tanto che la città dello stretto "non isdegnava ad ammettere Alì al godimento di molti suoi privilegi ed anco al concorso dell'annua senatoria elezione". In più, le famiglie aliesi più facoltose erano imparentate con quelle dell'aristocrazia messinese del tempo.

In occasione della Rivolta antispagnola di Messina del 1674/'78, Alì, come Fiumedinisi e Savoca, rimase fedele alla Monarchia spagnola, di conseguenza subì la devastazione ed il saccheggio ad opera dei Messinesi; inoltre Alì, in quell'occasione venne inserita nel novero dei centri posti sotto la giurisdizione militare di Savoca. A causa di tali eventi, come riporta frà Serafino, "cadde senza più salire alla primitiva grandezza". E'altresì doveroso ricordare che i rapporti tra Alì e il Convento Basiliano di Itala non furono mai idilliaci; sulla questione delle rendite si accesero gravi controversie, la più famosa fu quella sui diritti sulla sansa che si trascino per tutto il Settecento, concludendosi nel 1799.

Le fonti di frà Serafino riferiscono che fu proprio nel 1746 che in località Piano Mollerino, si rinvennero numerosi reperti archologici consistenti in resti di edifici, ceramiche, monete, sepolture e scheletri umani.

Il terremoto del 1783 causò alcuni danni all'abitato, il paese si risollevò, ma dopo di ciò iniziò lo spopolamento verso la Marina di Alì. Tra il settecento e l'Ottocento questo paese venne scoperto dai viaggiatori europei per le sue fonti termali che sono attive ancora oggi.

Nel 1818, dopo l'abolizione del feudalesimo in Sicilia, la Terra d'Alì divenne comune di Alì; la cittadina venne inserita nel Distretto di Castroreale e divenne capoluogo dell'omonimo circondario. Nel 1911, la frazione di Alì Marina si staccò dal capoluogo collinare, dando origine all'attuale comune di Alì Terme.

Tra la fine del XIX secolo ed il XX il paese di Alì è stato sede di diverse industrie: si ricordino quella del ghiaccio, del gesso e delle cassette per imballaggio.

Questo piccolo comune collinare, tra il 1911 ed il 1960 ha assunto il nome di Alì Superiore, dal 1960 in avanti ha riassunto il primitivo nome di Alì.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Duomo di Sant'Agata

La Chiesa presenta uno stile tardo rinascimentale, ormai manierismo. E'l'edificio religioso più interessante presente nel paese ed è tra i più grandi dell’intera Arcidiocesi di Messina; è stato edificato con pietra proveniente da cave locali. La facciata, che domina l’abitato, presenta tre porte di ingresso ed una finestra in asse col portale principale, che ha, ai lati, due colonne con capitelli di stile dorico. Poco più su della finestra, vi è uno scudo scolpito sulla stessa pietra sul quale si può leggere: “AGATHAE SUB ALIS, ALI’ NULLA TIMEBIT” (Sotto la protezione di Agata, Alì nulla avrà da temere).Sul portale centrale, si può osservare una nicchia, oggi vuota, che conteneva una statua della Patrona, caduta a seguito del terremoto del 1783.

Non abbiamo fonti che ci diano notizie certe circa la progettazione e la realizzazione del monumento. Pietro Carrera, scrittore catanese della prima metà del 1600, ritiene che la chiesa venne iniziata poco prima del 1582 e riferisce alcuni miracoli verificatisi durante la costruzione di quella che tutti volevano un “sontuosissimo edificio”.

In base ad antichi documenti archivistici, nel 1598, la chiesa non era stata ancora ultimata e si iniziò ad amministrare qui il Sacramento del Battesimo solo nel 1608; se ne desume che solo all’inizio del XVII secolo fu aperta al culto, dopo parecchi anni di lavoro. Alla costruzione della chiesa partecipò tutta la popolazione, con donazioni, lasciti ed anche giornate lavorative.

Pur essendo sconosciuto l’autore del progetto, sembrerebbe opportuno rintracciarlo tra i seguaci dell'architetto toscano Andrea Calamech. Il vasto interno della chiesa è a tre navate con pianta a croce latina, transetto, tre absidi, cupola alta 29 metri e 16 colonne su cui poggiano archi a tutto sesto. L’altare maggiore; che ricorda quello, ormai scomparso, della Cattedrale di Messina, distrutto a seguito dei bombardamenti bellici del 1943; si erge su una predella decorata a motivi stellari, presenta una ricchezza decorativa in marmi commessi soprattutto nelle fiancate e nel paliotto, al centro del quale è situato un bassorilievo di Sant'Agata. Davanti all’altare una balaustra del ’700, sempre in marmi commessi, chiude tutta la zona presbiterale.

Di rilevante valore artistico il patrimonio custodito all’interno della chiesa: la Cappella del Santissimo Sacramento, a destra dell’altare maggiore, con l’interessante tabernacolo ligneo dorato nel 1621 da Aniello de Matteis; la statua di San Sebastiano, opera considerata fra le più importanti della Provincia di Messina, risale al XVI secolo ed è attribuita a Rinaldo Bonanno. Il coro ligneo realizzato all’inizio del XVIII secolo da Alessandro Controsceri, Santi Siracusa e Alberto Orlando che si trova nella curvatura dell’abside centrale è stato definito “un gioiello dentro il gioiello”,essendo di eccezionale valore artistico, è in legno di noce ed è stato scolpito interamente a mano. Raffigura, in 25 quadri, il martirio di Sant'Agata. Fra uno scranno e l’altro si alternano telamoni che sorreggono archi a tutto sesto. Il coro è costituito da 25 stalli divisi in due ordini: in quelli superiori sedevano i sacerdoti dignitari e i titolati, mentre in quelli sottostanti, intervallate da braccioli sorretti da “cariatidi”, i sacerdoti secondari e i chierici.

Artisti come Antonio Catalano il vecchio, Antonio Catalano il giovane, Gaspare Camarda, Letterio Subba, Michele Panebianco e Gerobino Pilli qualificano le numerose tele presenti tutte di scuola messinese, come la Madonna con il Bambino e San Giovanni Battista fra i SS. Filippo e Giacomo, del 1602 firmata da Antonio Catalano l'Antico, la Pentecoste di Gaspare Camarda del 1610, La Madonna in gloria fra i Santi Protettori di Alì del 1832 di Letterio Subba.

Dal 2006 è visitabile pure un museo parrocchiale, contenente i più preziosi oggetti di culto e devozione, opere dei grandi maestri argentieri messinesi, tra queste spicca la Manta d’argento del XVIII sec. che copriva il quadro della Madonna del Rosario, del ‘500. Di notevole fattura, l’Ostensorio a raggiera di Gaetano Martinez, risalente al 1739 è in argento sbalzato con parti in fusione. Nel Duomo si trova una reliquia di Sant'Agata, custodita dentro un braccio d'argento finemente cesellato.

[modifica] Chiesa del Santissimo Rosario

È ubicata sopra l'abitato di Alì. In virtù di quanto riferisce Gaetano La Corte Cailler, venne edificata ad opera della famiglia Fama, nel 1624, ed abbellita al suo interno da Pietro Fama. Il prospetto principale presenta il pregevole portale in pietra locale che, in forma più ridotta, riproduce il portale della Chiesa di Sant'Agata e il campanile edificato nella stessa epoca della Chiesa. Al suo interno si conservano: alcuni quadri di notevole pregio (come la tavola della Madonna del Rosario, XVI sec., impreziosita da una Manta d'argento di scuola messinese), un Crocifisso ligneo e dei magnifici stucchi.

[modifica] Chiesa Santa Maria del Bosco

È situata fuori dal centro abitato, in mezzo ad un boschetto di castagni, sulla strada verso Monte Scuderi. Secondo Vito Amico è di antichissima origine, ma i numerosi restauri ne hanno trasformato profondamente la fisionomia originaria. Ha forma rettangolare, esigue dimensioni ed un solo altare. Nel 1915 venne danneggiata da un incendio che distrusse un'antica statuetta dell'Immacolata in finissimo alabastro ed un quadro raffigurante una Madonna col Bambino.

[modifica] Chiesa dello Spirito Santo

Venne edificata nel 1445, con annesso monastero. Presenta una finestra circolare a conci bicromi di tipologia medioevale. Pregevole il portale in pietra calcarea, di realizzazione posteriore, con timpano triangolare di gusto rinascimentale, in posizione sfalsata rispetto all'asse principale della facciata.

[modifica] Chiesa di Sant'Antonio da Padova

Appena fuori dal paese, salendo verso i monti, s'imbocca la strada che va a S. Antonio, piccola chiesa che sorge in un luogo ameno; è situata su un terreno roccioso con una piccola piazza antistante dalla quale si ammira il panorama del paese. Con molta probabilità risale al XVII secolo. La Chiesa di piccole dimensioni. Ha un'unica navata e un unico altare. Sul sagrato si trova una colonna votiva mozzata, probabilmente crocifera come quelle che ancora esistono in altre località.

[modifica] Chiesa delle Anime del Purgatorio

È altresì denominata Oratorio delle Anime del Purgatorio, venne costruita nel 1717 ad opera di don Giovanni Fiumara, nobile locale. È ad unica navata, il portale d'ingresso è sormontato da un bassorilievo del XVIII sec. raffigurante la Madonna del Carmelo tra le Anime purganti.Dopo un piccolo restauro avvenuto negli anni 2000 è di nuovo fruibile al pubblico e alla celebrazioni eucaristiche.

[modifica] Chiesa dell'Immacolata

La Chiesa dell'Immacolata è legata alla storia religiosa degli aliotii: è stata infatti la primitiva Chiesa Madre. Distrutta e riedificata più volte dopo la costruzione dell'attuale Duomo, cambiò il suo nome in quello di S. Agata la Vetere, Frà Serafino ci informa nel suo manoscritto sulla terra di Alì che fu sede della "Congregazione della Sciabica".

[modifica] Chiesa di San Giuseppe

Sorge al centro del paese, la strurrura interna è stata completamente rimaneggiata negli anni. L'altare maggiore data la sua bellezza artistica è stato trasportato negli anni settanta nella Chiesa Madre. Dopo i recenti restauri l'unico particolare rimasto è il portale in pietra calcarea con timpano triangolare,al suo interno invece si trova un pregiato altare marmoreo e le statue di S.Giuseppe con bambino e della Madonna del Carmelo.

[modifica] Convento dei Cappuccini e chiesa di Santa Maria degli Angeli

Venne fondato nel 1574, su iniziativa di p. Girolamo da Città di Castello, nel 1589 venne ampliato. La chiesa del Convento, restaurata nel 1835 e nel 1901, fu venduta alla famiglia Broccio di Alì; mentre il convento, già dal 1865, era passato nelle proprietà della famiglia aliese dei Davì. La chiesa ha una pianta rettangolare ad unica navata, il portale architravato d'ingresso è preceduto da un atrio nartece coperto da volta a crocera, alla maniera degli edifici sacri paleocristiani. L'abside rettangolare, tipicamente Cinquecentesca, è separata dalla navata mediante un imponente arco trionfale a tutto sesto. Accanto alla chiesa si trova il massiccio edificio del convento. È interessante notare che il convento dei Cappuccini di Alì venne fondato dallo stesso frate e nello stesso anno in cui fu fondato quello di Savoca, città dalla quale Alì dipendeva dal punto di vista religioso. Tuttavia, mentre il convento di Savoca è ancora fruibile, quello di Alì si presenta allo stato di rudere.

[modifica] Altre architetture

[modifica] Palazzo della famiglia Maggiore

Si erge nel centro abitato, nelle vicinanze della chiesa dello Spirito Santo. Edificato dalla famiglia Maggiore, nobile e facoltosa famiglia aliese, tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XVII secolo. E' un interessante esempio di manierismo michelangiolesco. A due elevazioni fuori terra, probabilmente fu progettato da qualche allievo dell’architetto carrarese Andrea Calamech per le affinità con gli elementi scultorei decorativi del Palazzo Grano di Messina, distrutto dal terremoto del 1908, opera appunto del Calamech.

Sulla facciata, in notevole risalto, sono il possente portale bugnato d’ingresso ad arco a tutto sesto con il concio di chiave a forma di mascherone apotropaico sormontato dallo stemma nobiliare dei Maggiore; il balcone del piano nobile con ringhiera panciuta in ferro battuto è sostenuto da tre mensoloni e sotto il cornicione del tetto si trovano quattro gocciolatoi a figure mostruose.

L’interno, a piano terra, è costituito dal tipico androne di ingresso di palazzo nobiliare con corpo scala di accesso al piano nobiliare dell’abitazione. In fondo si trova la fontana, visibile dall’ingresso,quale elemento di fuga prospettica e quinta scenografica. Ai lati, lavatoi nascosti dalla muratura, accessibili lateralmente. Questa distribuzione planimetrica, con variazione da caso a caso (dimensionali o decorativi), verrà mantenuta negli ingressi degli edifici nobiliari fino all’Ottocento.

[modifica] Palazzo della famiglia Fama

Il Palazzo della Famiglia Fama, coevo del Palazzo della Famiglia Maggiore, è un esempio di tardo manierismo michelangiolesco. È costruito a due elevazioni fuori terra, con un portale a bugne quadrate, dal quale si accede in un ampio androne; il retrostante cortile interno è abbellito al centro da un artistica fontana.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Economia

Ha sede nel territorio comunale un importante stabilimento di acque oligominerali.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Carmelo Satta (lista civica Insieme per Cambiare Alì) dal 17/06/2008

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Comune di Alì

[modifica] Bibliografia

  • frà Serafino d'Alì, Della Storia di Alì e suo territorio, ovvero sua fondazione ed origini e quanto in essa si racchiude e si contiene. (Inedito). 1754.
  • Angelo Davì, Alla scoperta di Alì. Edito dal Comune di Alì. 1987.

[modifica] Collegamenti esterni

  • Alì Comune di alì storia arte architettura cronaca paesana
  • Comune di Ali Sito ufficiale
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