Aimeric de Sarlat
Aimeric de Sarlat (... – ...) è stato un trovatore (fl. 1200 ca.) originario di Sarlat nel Périgord. Secondo quanto viene riferito nella sua vida, egli per talento s'innalzo dal rango di giullare a quello di trovatore, ma compose solo una canzone, sebbene sotto il suo nome restano quattro cansos.
Il solo argomento che pervade la sua opera superstite riguarda l'amor cortese. Fu anche un meritevole imitatore del grande Bernart de Ventadorn. Una quinta canso, "Fins e leials e senes tot engan", attribuita nei canzonieri ad Aimeric de Belenoi, è stata assegnata dagli studiosi moderni ad Aimeric de Sarlat. In parte ciò è dovuto al fatto che la composizione viene dedicata ad Elvira de Subirats, moglie di Ermengol VIII di Urgell, a cui Aimeric de Sarlat dedicò la sua "Ja non creirai q'afanz ni cossiriers". Un esempio di poesia di Aimeric:
| (OC)
« Si saubesson parlan mei oill,
e.l cor, don tan soven sospir, tot saupras quals son mei consir; car la boca non a ges vassalatge de vos dire zo don lo cor languis ... » |
(IT)
« Se tu sapessi parlare ai miei occhi,
e al mio cuore, che così spesso sospira, conosceresti subito tutti i miei dispiaceri; perché la bocca non ha il potere di dirti per cosa il mio cuore langue ... » |
Aimeric era probabilmente sotto la protezione di Guglielmo VIII di Montpellier. Una delle sue opere può aver dato ispirazione a Dionigi del Portogallo nel comporre un poema in portoghese.
[modifica] Fonti
- (EN) The Vidas of the Troubadours. Margarita Egan, trad. New York: Garland, 1984. ISBN 0-8240-9437-9.
- (EN) Lang, H. R. "The Relations of the Earliest Portuguese Lyric School with the Troubadours and Trouvères." Modern Language Notes, 10:4 (Apr., 1895), pp. 104–116.
- (ES) Martín de Riquer. Los trovadores: historia literaria y textos. 3 vol. Barcellona: Planeta, 1975.