Agropoli
| Agropoli comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Francesco Alfieri (PD) dal giugno 2007 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°21′30″N 14°59′0″E / 40.35833°N 14.98333°ECoordinate: 40°21′30″N 14°59′0″E / 40.35833°N 14.98333°E | ||||
| Altitudine | 24 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 32,51 km² | ||||
| Abitanti | 21 305[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 655,34 ab./km² | ||||
| Frazioni | vedi elenco | ||||
| Comuni confinanti | Capaccio, Castellabate, Cicerale, Laureana Cilento, Ogliastro Cilento, Prignano Cilento, Torchiara | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 84043 | ||||
| Prefisso | 0974 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 065002 | ||||
| Cod. catastale | A091 | ||||
| Targa | SA | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona C, 1 021 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | agropolitani[3] / agropolesi[4] | ||||
| Patrono | santi Pietro e Paolo | ||||
| Giorno festivo | 29 giugno | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Agropoli (Aruòpule in dialetto cilentano) è un comune italiano di 21.305 abitanti della provincia di Salerno in Campania.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
[modifica] Territorio
Importante centro costiero situato nel Cilento, alle porte occidentali del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sul mar Tirreno all'estremità meridionale del golfo di Salerno ed a sud della piana del Sele.
- Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM. 3274 del 20/03/2003.
[modifica] Clima
La stazione meteorologica più vicina è quella di Capaccio. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +6,8 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +24,4 °C.[5]
| CAPACCIO | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 9,9 | 9,9 | 12,6 | 16,0 | 19,8 | 24,3 | 28,7 | 29,2 | 25,4 | 20,9 | 15,8 | 12,0 | 10,6 | 16,1 | 27,4 | 20,7 | 18,7 |
| T. min. media (°C) | 3,7 | 4,0 | 5,7 | 8,6 | 11,7 | 15,6 | 19,1 | 19,6 | 16,5 | 13,0 | 9,1 | 5,9 | 4,5 | 8,7 | 18,1 | 12,9 | 11 |
- Classificazione climatica: zona C, 1021 GG
[modifica] Storia
Il territorio di Agropoli è stato frequentato a partire dal Neolitico da popolazioni dedite alla caccia e alla pesca.
Alla foce del fiume Testene in passato era presente una baia, che fu utilizzata dai Greci per scambi commerciali, sia prima che dopo la fondazione della vicina Poseidonia (Paestum). Sul vicino promontorio, che prese il nome di "Petra", venne edificato un tempio dedicato ad Artemide alla metà del VII secolo a.C.
In epoca romana, a partire dal I secolo a.C. è attestata la presenza di un piccolo borgo marittimo, Ercula, in prossimità dell'attuale lungomare San Marco, destinato a servire da approdo anche per la vicina Paestum, il cui porto andava insabbiandosi.
In seguito alle incursioni dei Vandali nel V secolo il borgo venne abbandonato in quanto difficilmente difendibile e gli abitanti si trasferirono sul vicino promontorio. Tra il 535 e il 553 con la guerra greco-gotica, i Bizantini vi collocarono una loro roccaforte, che prese il nome di Acropolis ("città alta"). Alla fine del VI secolo la fortezza ospitò il vescovo di Paestum, che vi si rifugiò per sfuggire ai Longobardi. Agropoli si ingrandì con l'arrivo di profughi bizantini dalla Lucania e divenne sede di un proprio vescovato.
Nell'882 i Bizantini furono cacciati dai Saraceni, i quali costruirono un ribàt (nuova fortificazione): da qui partivano gli attacchi dei paesi vicini fino a Salerno. Nel 915 i Saraceni furono scacciati e Agropoli ritornò in mano ai vescovi, che intanto si erano stabiliti a Capaccio. I vescovi dominarono la città per tutta l'epoca medioevale, insieme ai centri di Ogliastro ed Eredita, e ai piccoli villaggi di Lucolo, Mandrolle, Pastina, San Marco di Agropoli e San Pietro di Eredita, che componevano il feudo di Agropoli.
Nel 1412 i feudi ecclesiastici di Agropoli e di Castellabate furono ceduti da papa Gregorio XII al re Ladislao di Durazzano (1386 – 1414) come parziale pagamento di alcuni debiti accumulati nell'arco di alcune guerre. Alfonso D'Aragona concesse, il 20 luglio del 1436 i feudi di Agropoli e Castellabate a Giovanni Sanseverino, già conte di Marsico e barone del Cilento, che come compenso doveva versare ai vescovi di Capaccio 12 once d'oro ogni anno. Solo nel 1443 il re prese possesso del territorio.
Successivamente, Agropoli passò sotto il dominio di diverse casate: tra il 1505 e il 1507 Rodrigo D'Avalos marchese di Vasto e in seguito, fino al 1552 i Sanseverino. In seguito alla perdita di tutti i suoi possedimenti da parte del principe Ferrante, ultimo rappresentante dei Sanseverino, accusato di tradimento nel 1553, Agropoli passò ai D'Ayerbo d'Aragona, nel 1564 ai Grimaldi, nel 1597 agli Arcella Caracciolo, nel 1607 ai Mendoza, nel 1626 ai Filomarino già principi di Roccadaspide, nel 1650 ai Mastrillo, che si alternarono per un breve periodo con gli Zazzero d'Aragona. I Sanfelici, duchi di Laureana, conservarono il potere sulla cittadina fino all'abolizione del sistema feudale.
Solo nel corso dell'Ottocento Agropoli iniziò l'espansione oltre l'antico borgo.
Tra il 1811 e il 1860 fece parte del circondario di Torchiara, appartenente al distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie.
Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Torchiara, appartenente al circondario di Vallo della Lucania.
[modifica] Onorificenze
| Titolo di Città | |
| «D.P.R. del 09/01/2004» — Agropoli |
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[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
L'abitato è sormontato dal centro storico che conserva intatti il centro antico e gran parte del circuito delle mura difensive col portale seicentesco d'ingresso. Vi si accede attraverso la caratteristica salita degli "scaloni", uno dei pochi esempi visibili di salita a gradoni e una porta monumentale molto ben conservata. Il centro storico è di forte richiamo turistico. All'interno delle numerose stradine e tra i vari monumenti, vi sono negozi, bar e locali che servono i caratteristici piatti del luogo o la pizza agropolese servita in un cesto di vimini.
- La porta, è formata da due aperture: sulla destra della porta principale c'è una porta secondaria ad arco ribassato, aperta agli inizi del XX secolo; tra le due aperture è visibile una feritoia che permetteva la vigilanza e l'eventuale difesa.
La porta è sormontata da cinque merli, due dei quali sostengono altrettante palle di pietra. Le palle di pietra alternate con altre di cemento ed una croce di ferro indicante l'anno 1909 al ricordo delle sacre missioni, decorano altresì il parapetto sul ciglio della rupe. Al di sopra della porta principale si nota lo stemma marmoreo dei Duchi Delli Monti Sanfelice, ultimi possessori feudali della città. Lo stemma della famiglia ducale, Delli Monti Sanfelice, che prima decorava l'ingresso del Castello, oggi si trova sulla porta.
L'imponente stemma marmoreo è sovrastato da una corona rovinata ed è rifinito in basso da un mascherone. Il campo principale ha la forma di scudo ed è suddiviso in due parti dove si uniscono le sei oche in due gruppi di tre (in alto allineate, in basso riunite in triangolo), originario emblema dei Sanfelice, e una croce, che era, invece, il simbolo appartenente alla famiglia estinta Delli Monti.
La porta è parte integrante della cinta muraria, costruita in pietra locale e composta da un braccio meridionale e da un braccio settentrionale che si imperniano sul Castello e si concludono sullo strapiombo della "Rupe" che costituiva difesa naturale dagli invasori.
- Gli scaloni: Il borgo antico, è raggiungibile a piedi percorrendo la caratteristica salita degli "scaloni", per secoli l'unica via di accesso al borgo ed oggi uno dei pochi esempi visibili di salita a gradoni, caratterizzati da una serie di gradinate larghe e basse, sopravvissuti alle esigenze del traffico veicolare che altrove ne hanno determinato il livellamento. Per la poca popolazione locale residente sul promotorio storico vi è una strada secondaria retrostante, viabile alle auto e per un tratto (quello finale) a traffico limitato.
Il muro di protezione degli scaloni è ornato da merli con estremità sferica che richiamano i merli posti sulla Porta, ed una croce di ferro indicante l'anno 1909 al ricordo delle sacre missioni.
- Il castello: A pianta triangolare e con 3 torri circolari, si erge sul promontorio incastrandosi come un vertice nell'interno dell'area del borgo antico, mentre la base si protende al di fuori del nucleo abitato, come fortificazione avanzata sul versante collinare dal pendio più dolce e più esposto agli assalti.
Attorno alle mura del castello gira un largo e profondo fossato, ormai ben distinguibile solo sul lato verso il borgo, mentre è quasi scomparso il dislivello sul lato orientale a causa dei lavori agricoli e dei cedimenti del terreno avutisi nel corso dei secoli. Attualmente il castello presenta l'aspetto assunto dopo le ristrutturazioni d'età aragonese (XV secolo d.C.) che devono aver notevolmente ampliato l'originario impianto a forma triangolare. L'interno del castello è occupato dalla piazza d'armi e da una serie di edifici addossati sui lati settentrionale e orientale. La piazza, oggi adibita a giardino e a teatro all'aperto, non è frutto di un riempimento artificiale, ma poggia direttamente sulla roccia inglobata a suo tempo nelle mura perimetrali del castello, mentre sul lato settentrionale si trova la "Sala dei francesi", così chiamata a ricordo della sosta che vi fece il drappello delle truppe francesi durante il periodo napoleonico. Il castello di Agropoli è legato in particolare a due personaggi: Luisa Sanfelice, personaggio minore della rivoluzione napoletana del 1799, la cui vicenda umana ispirò il romanzo di Alexandre Dumas (padre) La San Felice e la scrittrice francese Marguerite Yourcenar che lo menzionò nel racconto "Anna, soror".
- Il Faro Punta Fortino: L'altezza della luce, a due lampi bianchi con intermittenza ogni 6 secondi, è posta a 10 metri su un fabbricato quadrato ad un piano.
La torre, in tipico stile veneziano, è stata costruita nel 1929, è ben visibile dal Lungomare cittadino ed è posto sull'estremità del centro storico delimitandone il limite della Rupe.
- le torri: La presenza di Torri fortificate sulla costa di Agropoli, come del resto lungo l'intera costa tirrenica meridionale, è direttamente collegata alla minaccia costituita dalle scorribande dei pirati. A seguito dell'ordine generale di costruzione di una catena ininterrotta di torri costiere, emanato nel 1564 dal viceré spagnolo don Pedro de Toledo, iniziano a sorgere lungo la costa che da Agropoli giunge a Sapri torri di avvistamento in tutti i punti strategici. A seguito di quest'ordine verrà rafforzata la Torre di San Marco, di forma circolare, all'epoca già esistente, a cui si affiancherà la Torre di San Francesco, costruita su un'alta sporgenza a picco sul mare, poco più a sud del promontorio sovrastato dal Castello.
Posto accanto al convento francescano qui sorto fin dal 1230, questa torre, di forma quadrangolare, risultava in posizione chiaramente strategica, comunicando direttamente a Nord col Castello e con la Torre di San Marco, mentre a Sud con la torre costruita a Trentova e con quella di Punta Tresino (rientrante nel territorio del comune di Castellabate), delle quali oggi non restano altro che ruderi.
- La fornace: La data della sua inaugurazione risale al 1880, e fu l'ingegner Vincenzo Del Mercato ad avere l'idea di far sorgere ad Agropoli una fornace per la produzione di mattoni. Dopo accurate ricerche, si optò di costruire la fornace in località Campamento, a pochi passi dal Fiume Testene, in quanto qui si trovavano grandi giacimenti di argille plastiche. La lavorazione consentiva molti tipi di mattoni, quali rex, tegole, cannocchiali, proveri, quattro fori, tre fori ecc.
Dopo anni di attività la fornace declinò, fino a cessare la sua attività nel 1970.
- Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo: è di sicure origini antiche, tant'è che nel 593 la lettera del papa Gregorio Magno documenta nel borgo la presenza del presule pestano e se si connette nella dedica alla tradizione dell'approdo di San Paolo in una località agropolese ed a S. Pietro, pescatore come molti degli abitanti del borgo antico.
Nell'ultimo ventennio del Cinquecento la chiesa è visitata da vescovi o da loro rappresentanti che vi osservano l'altare maggiore (ricostruito al 1714 e nel 1875 con tela raffigurante S. Antonio tra S. Bartolomeo e S. Gaetano di Tiene); inoltre, gli altari dedicate ai santi Pietro e Paolo (dal 1742), al Crocifisso (dal 1905), alla SS. Concezione (dal 1698; dal 1875: fam. Troise), alla Madonna dell'Arco (1875: fam. Vecchio, tela con la Madonna tra S. Francesco di Paola e S. Carlo Borromeo), al Rosario (1742, con confraternita e tela con Misteri; 1771, con porta sulla strada; 1875: tre statue entro nicchie con la Madonna del Rosario tra S. Lucia e S. Rosa e, inoltre, tavola antica della Vergine della pietà), a S. Giuseppe (1742, 1771, insieme a S. Gennaro, fam. Storti; 1875: fam. Rosa, tela con la Vergine tra S. Giuseppe e S. Gennaro), a Sant'Antonio di Padova (dal 1583: altare, 1698: altare, 1875: già delle famiglie Magnoni e Del Baglivo), a Sant'Antonio Abate (dal 1612; 1875: sepoltura della famiglia Rotolo, tavola con S. Antonio abate e tela piccola con SS. Trinità). L'edificio, che possiede tre campane, due porte oltre alla principale, ha avuto bisogno di recenti e lunghi restauri. Ha nell'interno, ad unica navata, il coro, il pulpito e i confessionali.
- Chiesa Santa Maria di Costantinopoli: la tradizione la dice costruita dopo il rinvenimento in mare della statua della Madonna che, degli infedeli, al tempo delle scorrerie turche della metà del Cinquecento, avevano cercato inutilmente di portar via.
Anche questa chiesa è documentata soprattutto a partire dal 1583, quando si accerta nella stessa l'esistenza di una confraternita. Nella visita apostolica del 1612 la chiesa risulta edificata di recente, provvista di un confessionale e della sepoltura per i marinai. La sagrestia ed una tela sono riscontrate nel 1742 e si specifica che è stata costruita con i contributi degli uomini di mare. Oltre al campanile con due campane, all'organo, al pulpito ed all'orologio, non mancano nel 1875 l'altare ed il presbiterio in marmo, quest'ultimo munito di balaustra e cancello in ottone, ed una "statua a telaio". Troviamo, inoltre, nel 1905, una statua in legno e tre porte. Alcuni anni dopo (1913) viene interdetta insieme ad altre, perché occupata da soldati per la pioggia torrenziale.
- Monumenti ai Caduti: Il primo monumento ai caduti di Agropoli, risale all'11 maggio del 1924, costruito per volontà del popolo agropolese, che contribuì senza distinzione di ceto o di credo politico e con entusiasmo alla realizzazione del monumento.
Tuttavia durante il secondo conflitto mondiale la statua sarà tolta dal suo piedistallo per dare bronzo alla patria. L'attuale monumento risale al 20 novembre 1985. Fu inaugurato il 9 dicembre 1973, invece, il monumento dei caduti in mare di Agropoli. È composto da una grande ancora posta su un piedistallo di marmo, e alla basa i nome dei caduti i mare durante le guerre.
- La statua di San Francesco, situata sulla collina di San Marco, è stata realizzata nel 1982. La statua scolpita in marmo bianco di Carrara è alta 6 m ed è collocata su di una torre che misura 32,60 m di altezza.
- La costa: La zona costiera visitabile si estende per una lunghezza di circa 3 km, rientra tra i siti di interesse comunitario (S.I.C.) e comprende lo "scoglio di san Francesco", lo scoglio di "Trentova" (quest'ultimo famoso per la panoramica caratteristica che lo vede legato alla terraferma da una sottilissima lingua di terra percorribile a piedi) e una serie di piccole insenature che si susseguono fino alla splendida spiaggetta del Vallone (Castellabate) prima di Punta Tresino.
La baia prende il nome dallo scoglio omonimo di Trentova, perché, secondo la leggenda popolare, in tempi lontani, furono trovate nelle grotte sottostanti la roccia affiorante trenta uova di gabbiano o di tartaruga marina. Qui si trovano bar, lidi ed attrezzature turistiche.
Accanto alla Baia di Trentova, c'è una piccola baia detta di San Francesco, dal nome del monastero sovrastante e dallo scoglio sito in mezzo al mare, riconoscibile per la croce posta sull'estremità superiore. Verso nord, invece si estende una lunga spiaggia (attraversata da diversi torrenti) che giunge fino alla zona archeologica di Paestum.
Per il quinto anno consecutivo la città di Agropoli è Bandiera Blu.[6].
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Al 31/12/2006 i residenti censiti sono 20.307, dei quali 9.953 maschi e 10.354 femmine. I nuclei familiari sono 7.954. Gli elettori sono: 17.198 (8.376 maschi e 8.822 femmine).[7]
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2007 ad Agropoli risultano residenti 809 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[8]
[modifica] ReligioneLa maggioranza della popolazione è di religione cristiana appartenenti principalmente alla Chiesa cattolica;[9] il comune appartiene alla Diocesi di Vallo della Lucania, ed ha sette parrocchie:
L'altra confessione cristiana presente è quella Evangelica con una comunità ADI.[10] [modifica] Istituzioni, enti e associazioni[modifica] Cultura[modifica] Personalità legate ad Agropoli
[modifica] EventiCome tutto il Cilento, Agropoli è una città ricca di tradizione. Alcune tra le più notevoli manifestazioni sono: la festa della Madonna di Costantinopoli, durante la quale, dagli anni 70 ad oggi, per iniziativa di Filomena Vissicchio, la statua della Madonna (che generalmente è nella chiesa omonima sul centro storico) viene portata in processione sul mare di notte seguita da numerose barche di pescatori come buon auspicio; il noto carnevale di Agropoli, arrivato ormai alla 38ª edizione, che riempie la città di carri allegorici, musica e balli; la processione dei santi Pietro e Paolo, che si tiene in giugno. [modifica] MusicaNumerose sono le manifestazioni musicali, sempre presenti nelle iniziative folkloristiche, con canti popolari cilentani. Da segnalare il gruppo agropolese "A Toys Orchestra" che ha raggiunto notorietà a livello internazionale. [modifica] CucinaTipico piatto di Agropoli sono le alici che vengono preparate secondo molte ricette tradizionali: "mbuttunate", "arreganate", "marinate" o "salate". Tra i salumi meritano menzione la pancetta o "Longarella" e la "soppressata", tra le specie ittiche le alici di "menaica". [modifica] Geografia antropica[modifica] FrazioniLo statuto comunale di Agropoli non menziona alcuna frazione. In base al 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni,[11] le località abitate sono:
[modifica] EconomiaAttualmente le attività economiche principali sono il turismo, il commercio e i servizi, mentre in passato tale ruolo spettava alla pesca e all'agricoltura. È presente anche l'industria, con quaranta piccole aziende, che danno lavoro a circa 1.500 dipendenti. L'economia locale si basa prevalentemente sulle attività del terziario, alle quali si affianca un sistema di microimprese artigiane legate in prevalenze all'edilizia ed a piccole produzioni manifatturiere per lo più rivolte al mercato locale, nonché un insieme di piccole imprese agricole a conduzione prevalentemente familiare. L'ISTAT descrive una situazione in cui le attività del terziario (istituzioni, commercio ed altri servizi) rappresentano il 47% del totale, il settore secondario (Industria ed artigianato) il 13% ed il settore primario (Agricoltura e pesca) il restante 40%. [modifica] TurismoIl turismo ad Agropoli è una delle attività più redditizie. La popolazione, che d'inverno tocca le 20.000 persone, d'estate supera abbondantemente il doppio, con turisti sia italiani che stranieri.[12] La ricettività alberghiera è buona ed è soprattutto composta da Bed & Breakfast e hotel di media categoria sul lungomare. Si è a lungo discusso sulla costruzione di una filiale Club Med nei confini agropolesi, ma ha spesso subito controversie per ragioni ambientali.[13] [modifica] AgricolturaIl territorio del Parco Nazionale del Cilento può vantare il maggior numero di produzioni tipiche recentemente riconosciute dal Ministero dell'Agricoltura. Ai marchi Denominazione di Origine Controllata (DOC) e Indicazione Geografica Tipica (IGT) dei vini di produzione locale, si aggiunge la produzione di olio extravergine di oliva Denominazione di Origine Protetta (DOP) e di liquori di vario genere. Quanto agli altri prodotti tipici della zona, oltre alla Mozzarella di Bufala Campana DOP, alla mozzarella vaccina "co' a mortedda" al cacioricotta di capra cilentana e al "caciocavallo" tipico, vanno ricordati il miele, il carciofo tondo di Paestum Indicazione Geografica Protetta (IGP), il cece di Cicerale, il fagiolo di Controne, il fico bianco del Cilento; rinomatissima anche la produzione dolciaria di fichi secchi e di fichi al cioccolato. [modifica] Infrastrutture e TrasportiVedi Stradario di Agropoli, e mappa della città. [modifica] StradeIl principale asse stradale di accesso al territorio comunale è la Strada Provinciale 430/a Innesto SS 18(Paestum)-Agropoli Nord-Agropoli Sud-Prignano Cilento-Perito-Omignano(loc. Ponti Rossi)-Vallo Scalo con uscite agli svincoli di Agropoli Nord e Agropoli Sud. La Strada statale 18 Tirrena Inferiore lambisce il territorio attraversando la frazione nord-orientale di Mattine. Le strade regionali e provinciali che consentono i collegamenti con i comuni limitrofi sono:
[modifica] FerrovieLa Stazione Ferroviaria, "Agropoli – Castellabate", sulla linea ferroviaria Salerno - Reggio Calabria, è servita da numerosi treni, con fermata giornaliera che percorrono la direttrice Torino/Milano – Reggio Calabria, e tra cui alcuni Eurostar Italia. Ci sono anche diretti che fanno linea Napoli o Salerno – Sapri che fanno fermata ad Agropoli, con frequenze raddoppiate nel periodo estivo. [modifica] PortiIl Porto Turistico di IV classe, è formato da un molo di sopraflutto a gomito, da una banchina di riva e da un molo di sottoflutto. Le aree riservate al diporto sono costituite da pontili per l'ormeggio dei natanti sistemati in corrispondenza della banchina di riva e del molo di sopraflutto. Nel tratto finale del molo di sopraflutto c'è un tratto di banchina riservata alle imbarcazioni in transito fino a 50 m. I servizi e le attrezzature per il diporto, consistono in un distributore di carburanti in banchina; prese acqua ed energia elettrica; illuminazione banchine; 2 scivoli; gru fissa fino a 36t; gru mobile fino a 10t; travel lift; rimessaggio all'aperto/coperto; riparazione motore, riparazioni elettriche ed elettroniche; riparazione scafi in legno, vetroresina ed acciaio; riparazione vele; guardiana; pilotaggio; ormeggiatori; sommozzatori; servizi antincendio; ritiro rifiuti; servizio meteo; servizi igienici; rifornimento alimentare; rivendita ghiaccio; parcheggio auto; cabina telefonica. Accesso: tenersi a dritta entrando e lasciare la rotta libera alle imbarcazioni in uscita dal porto; velocità massima 3 nodi. Fari e fanali: 2660 (E 1735) - faro a lampi bianchi, grp 2, periodo 6 secondi, portata 13 M, su Punta Fortino a NW del paese; 2661 (E 1734.6) - fanale a lampi verdi, periodo 5 secondi, portata 5 M, sulla testata del molo di sopraflutto (mantenersi a nn meno di 25 m dal fanale); 2661.2 (E 1734.8) - fanale a luce fissa rossa, portata 3 M, sulla testata del molo di sottoflutto. Fondo marino: fango e roccia. Fondali in banchina: da 0.20 a 4 m. Posti barca: 900 circa. Divieti: di balneazione e navigazione a vela all'interno del porto; velocità massima 3 nodi. È vietato sostare e ancorare nel canale di accesso e nello specchio acqueo prospiciente l'imboccatura del porto, per un raggio di 200 m dal fanale verde. Venti: ponente, maestrale, grecale e scirocco. Pericoli: giungendo da nord, durante le ore notturne, i fanali di entrata vengono rilevati invertiti a causa del prolungamento del molo di sopraflutto. La tramontana può creare difficoltà alle unità ormeggiate. Rade sicure più vicine: baia della Licina e baia di Trentova. Il porto vede nel 2010, una forte rivalutazione con la costruzione di infrastrutture turistiche, messa in sicurezza e lavori generali di risanamento, grazie ad un consistente finanziamento regionale.[14] Ai collegamenti stradali e ferroviari si aggiunge l'opportunità dell'approdo via mare. Il porto, con 1200 posti barca è destinato sia a scopo turistico che ad attività minori legate alla pesca. È anche punto di attracco per una linea di navigazione, il "Metrò del Mare", che copre in estate tutta la costa salernitana, la costiera amalfitana e sorrentina e raggiunge Capri, Ischia, Napoli e naturalmente tutto il Cilento. [modifica] Aeroporti
[modifica] Mobilità urbana[modifica] AmministrazioneSindaco: Francesco Alfieri (PD) dal maggio 2012 (2º mandato) [modifica] Gemellaggi
[modifica] Altre informazioni amministrativeIl comune fa parte dell'Unione dei Comuni Alto Cilento, Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Sinistra Sele. La gestione del ciclo dell'acqua è affidato all'ATO 2 Sele. Per quel che riguarda la gestione dell'irrigazione e del miglioramento fondiario, l'ente competente è il Consorzio bonifica di Paestum. [modifica] Sport[modifica] AtleticaAd Agropoli si tiene l' Half Marathon,una gara podistica di 21 km su strada che si svolge nei Comuni di Agropoli e Capaccio con partenza ed arrivo in Agropoli. La manifestazione, giunta alla dodicesima edizione, è diventata un punto di riferimento per i tantissimi atleti, soprattutto professionisti, che vi prendono parte: oltre 2500 le iscrizioni all'ultima edizione disputata. Lo scenario in cui si svolge è altamente suggestivo: l'Acropolis arroccata, i templi di Paestum, l'antica Poseidonia, il sole, il mare incantato e la campagna. [modifica] CalcioLa squadra calcistica di Agropoli è l'Unione Sportiva Agropoli,nella stagione 2011/2012 vince il campionato di eccellenza campano raggiungendo dopo 15 anni di attesa la serie D, l'attuale presidenza è di Mimmo Cerruti, in rosa sono presenti anche due giocatori di Agropoli, Margiotta e Landolfi. L'U.S. Agropoli disputa le partite di casa all'impianto sportivo Stadio Raffaele Guariglia, dotato di 5.000 posti a sedere. [modifica] BasketMolto popolare è anche la pallacanestro dove la Polisportiva Agropoli milita nella serie B nazionale e disputa le partite di casa al Pala Di Concilio. Nella stagione 2010 - 2011 ha vinto la finale play-off promozione contro la formazione siciliana di Racalmuto, raggiungendo per la prima volta nella sua storia la serie B nazionale. Al primo anno in assoluto nella serie B nazionale la Polisportiva Basket Agropoli chiude la stagione regolare all'ottavo posto raggiungendo lo storico traguardo dei play-off promozione. [modifica] CiclismoPer il ciclismo, nel 1984 Agropoli è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia vinta dallo svizzero Urs Freuler.
[modifica] Note
sito di informazioni http://www.agropolilive.com [modifica] Altri progetti[modifica] Collegamenti esterni
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