Adriana Ramelli
Adriana Adele Ramelli (Paradiso, 22 aprile 1908 – Lugano, 4 marzo 1996) è stata una letterata svizzero-italiana[1].
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[modifica] Biografia
Figlia dell'architetto Bernardo Ramelli di Grancia e della pittrice milanese Carla Chiesa, dopo il ginnasio e il liceo classico a Lugano studiò filologia antica e archeologia all'Università di Pavia dove ottenne il dottorato in lettere antiche nel 1932 con la tesi su Le fonti di Valerio massimo edita in «Atheneum» nel 1936. All'offerta di diventare assistente presso quell'ateneo nel 1931 preferì la collaborazione alla Biblioteca cantonale di Lugano offertale dal suo direttore Francesco Chiesa; nel 1933 fu attiva anche presso la Biblioteca Nazionale di Berna.
Nel 1941 divenne a sua volta direttrice della biblioteca e sotto la sua guida il fondo bibliotecario crebbe di circa 70000 libri e scritti e di circa 200000 titoli. Ebbe la soddisfazione il 14 giugno 1942 di assistere all'inaugurazione della sede attuale ella Biblioteca cantonale progettata dagli architetti Carlo e Rino Tami ai margini del Parco Ciani.
Organizzò una sessantina di esposizioni intese ad intensificare il contatto culturale tra Svizzera e Italia. Negli anni della seconda guerra mondiale la Biblioteca di Lugano era una sorta di rifugio spirituale per i numerosi profughi italiani. Nel 1951 i bibliotecari italiani, presieduti a Alessandro Casati, scelsero la sua biblioteca come sede del loro primo congresso nazionale del secondo dopoguerra. Diede ampio spazio alla cultura locale sempre ricondotto ad un contesto più ampio: il libro ticinese (edizioni originali di artisti dei secoli XVI-XIX; libro ticinese del Novecento); la mostra Fransciniana del 1957; i Fossati di Morcote; le mostre su Silvio Pellico, Dante e la Svizzera, Carlo Cattaneo e il Ticino, Mazzini e l'Italia, James Joyce e Trieste, ecc...
Si specializzò nello studio delle opere di Alessandro Manzoni sfociati nel saggio Le edizioni manzoniane ticinesi pubblicato nel 1965 (con il titolo omonimo, in volume presso il Centro Nazionale di Studi Manzoniani di Milano); curò l'edizione della Bibliografia delle edizioni ticinesi al 1800 al 1859 curata da Emilio Motta cui vanno aggiunti saggi su Francesco Chiesa e sulla produzione della Tipografia Agnelli nella seconda metà del secolo XVIII, sulle tipografie ticinesi e il Risorgimento italiano, sull'Officina bodoni di Giovanni Mardersteig (1955).
Nel 1971 allestì una mostra speciale dedicata a Francesco Chiesa in occasione del suo 100.esimo compleanno. La sua direzione terminò nel 1973. Con la presentazione di Giuseppe Billanovich nel 1981 a Firenze pubblicò il Catalogo degli incunaboli della Biblioteca Cantonale di Lugano edito da Olschki. A coronamento della sua opera nel 1982 a Chiasso le fu conferito il Premio Lavezzari. Nubile, visse sempre a Lugano e, dopo un periodo di riposo alla Ca' Rezzonico, nel 1996 si spense all'Ospeale Civico.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Rosalinda Chiappetti, Franca Cleis, Biblioteca e catalogazione dell'archivio privato di Adriana Ramelli, stampa in proprio, 22 aprile 1990.
- Redazione, In ricordo di Adriana Ramelli (1908-1996), in «Archivio Storico Ticinese» , 119, 1996, 159-160.
- Franca Cleis, Lorenza Noseda, Adriana Ramelli, Una via milanese per Pietroburgo. La diffusione delle edizioni bodoniane in Europa nelle lettere fra Giocondo Albertolli e Giambattista Bodoni 1798-1813, Parma-Bellinzona, Museo Bodoni-Casagrande, 1996.
- Redazione, Adriana Ramelli figura eminente della cultura italiana, ha ddiretto la Biblioteca cantonale per oltre un trentennio, in «Rivista di Lugano», Anno LXXIII, numero 11, 18 marzo 2011, 73-74.