Adolfo Serafino
Adolfo Serafino (Rivarolo Canavese, 31 maggio 1920 – Frossasco, 4 novembre 1944) è stato un militare e partigiano italiano. Ufficiale degli Alpini, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Indice |
[modifica] Biografia
Studia alla Scuola militare "Teuliè". Nel 1941 è nominato comandante del Battaglione Alpini "Pinerolo" e mandato in Jugoslavia, rientrato in Italia nell'estate del 1943 si trova a Massa Carrara come comandante del Battaglione "Val di Fassa", dopo l'8 settembre viene incaricato dal governo del sud di infiltrarsi nel neo costituito esercito di Salò, fino a maggio 1944 riesce a far passare importanti informazioni ma viene sospettato e incarcerato. Rilasciato dopo due mesi raggiunge il fratello Ettore il quale è impegnato nella Resistenza.
Nell'autunno del 1944 riveste il ruolo di capo di stato maggiore della Divisione Alpina Val Chisone, cade ucciso in uno scontro con i nazifascisti in località Frossasco, dopo la sua morte la 44ª Divisione "Val Chisone" prende il suo nome "Serafino" al comando del fratello Ettore.
[modifica] Onorificenze
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Ufficiale degli alpini, dopo l’armistizio impegnava nella zona di Massa Carrara combattimento contro forze tedesche assumendo di iniziativa anche il comando di una batteria. Ritornato in Piemonte organizzava le prime formazioni partigiane delle valli pinerolesi divenendo poi capo di stato maggiore della Divisione alpina autonoma “Val Chisone” e partecipando a varie azioni di sabotaggio. Nel novembre 1944, circondato da forze soverchianti, con una banda di patrioti si poneva alla testa di alcuni ufficiali, decisi, pur essendo consci del sicuro sacrificio, a resistere fino all’estremo per ritardare l’avanzata del nemico e consentire di mettere in salvo uomini ed armi. Impegnato il combattimento, dopo varie ore di lotta, esaurite le munizioni, nell’estremo tentativo di aprirsi un varco con le bombe a mano, veniva falciato dal fuoco nemico, unitamente agli altri ufficiali, attirati dal suo sublime esempio di eroismo. Il suo nome è divenuto leggendario in tutta la Val Chisone ed alla sua memoria fu intitolata la Divisione partigiana « Serafino » che combatté nella stessa valle valorosamente il tedesco fino alla liberazione. [1].» — Italia occupata, settembre 1943- novembre 1944. |