Adesione della Turchia all'Unione europea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Turchia

Questo articolo è parte della serie:
Politica della Turchia









Altri stati · Atlante
Portale Politica

Turchia ed Unione europea hanno instaurato delle relazioni particolari dal 1963 quando la Comunità economica europea (CEE) —predecessore dell'Unione europea— firmò il Trattato di associazione con lo stato turco chiamato Accordo di Ankara[1]. Dal 2005 si rimandano i negoziati per la piena adesione della Turchia al consesso europeo.

European Union Turkey Locator.svg Turchia ed Unione europea

Indice

[modifica] Storia

[modifica] L'Impero Ottomano e le riforme di Atatürk

Dalla sua nascita come stato indipendente dalle ceneri dell'Impero ottomano all'indomani della conclusione della Prima guerra mondiale, la Turchia ha messo in atto una politica orientata ad un avvicinamento politico e culturale con l'Occidente.
Il territorio che attualmente corrisponde allo stato turco è stata tra le culle ed ha contribuito allo sviluppo della civiltà occidentale dal mondo antico fino al XV secolo, quando venne conquistato dall'Impero Ottomano che si estese su gran parte delle coste del Mar Mediterraneo, dal nord Africa fino ai Balcani, passando per il Medio Oriente, giungendo a minacciare direttamente anche Vienna.

Mustafa Kemal Atatürk

Da quel momento, con il passare dei secoli, la cultura occidentale e la religione cristiana è divenuta sempre più minoritaria in Turchia, tenuta in vita solo da minoranze più o meno maltrattate a cui erano garantiti limitati diritti civili, che col collasso dell'Impero Ottomano vennero apertamente perseguitate, si verificarono infatti numerosi massacri ai danni di armeni, cristiano assiri e greci. Ad assumere il controllo del paese all'indomani della dissoluzione dell'impero fu Mustafa Kemal Atatürk che avviò tra le altre cose un processo di trasformazione e modernizzazione della società, delle istituzioni e dei costumi di stampo occidentale.

Atatürk impose l'adozione dell'alfabeto latino al posto di quello arabo-ottomano (osmanlica, da leggere "osmanligia"), l'impiego del vocabolario turco (originale) dell'Asia centrale (proprio anche di paesi a nord della Turchia) è favorito rispetto a quello persiano ed arabo, per recuperare una lingua più vicina alle sue origini. Durante il periodo ottomano, infatti, la lingua turca si diceva avesse perso parte della sua ricchezza culturale tanto che molti documenti redatti in quell'epoca sono oggi illeggibili a chi non conosce a fondo la lingua di quel periodo che, oltre all'alfabeto arabo (modificato con l'aggiunta di alcuni grafemi essenziali per la pronuncia di alcuni fonemi turchi), adottava logicamente numerosi vocaboli di origine araba o persiana: lingue principali veicolari della cultura islamica cui si rifacevano i turchi stessi. In realtà, a parte le pretese difficoltà di adeguare del tutto il turco a un alfabeto linguisticamente estraneo (l'arabo è una lingua semitica, mentre il turco è una lingua strutturalmente uralo-altaica, caratterizzata dal fenomeno dell'agglutinamento), fu la ferrea volontà ideologico-culturale di Atatürk di modernizzare il Paese e di avvicinarlo ai centri propulsori della cultura occidentale a portare alla decisione dell'adozione dell'alfabeto latino, anch'esso peraltro corretto da una non piccola serie di grafemi che - non diversamente da quelli arabi - erano necessari per poter trascrivere precisi fonemi tipici del turco, evitando anche la possibilità di equivoci col vasto e ormai acquisito patrimonio lessicale della lingua parlata. Un esempio sono i grafemi "ş" e "ğ", mentre alla "c" fu attribuito il suono della "g" dolce.

È stato introdotto un nuovo codice civile, ispirato a quello svizzero che, tra l'altro, ha reso facoltativo l'uso del fez (cappello musulmano tradizionale, chiamato tuttavia nei paesi arabi ţarbūsh) per gli uomini e del velo per le donne.

Si incoraggiò la popolazione ad adottare cognomi in sostituzione del nome unico di tradizione araba. A Mustafa Kemal il nome Atatürk (padre dei turchi) venne conferito dal popolo.

Da quel momento gli imam furono scelti ufficialmente dal governo. I turchi adottarono inoltre le maniere di comportarsi e le mode europee (proseguendo in questo in un trend partito già dal XVIII secolo), si introdussero riforme nella gerarchia dei sessi, arrivando a concedere il diritto di voto alle donne anche prima di alcuni paesi europei (Francia e Italia), si proclamò la domenica giornata di riposo, si abolì la poligamia, si sostituì il calendario musulmano con quello gregoriano e si stabilì la capitale ad Ankara.

[modifica] Avvicinamento e problematiche

Dai primi anni cinquanta si sono susseguiti periodici ampliamenti dell'Unione che hanno fatto passare il numero dei suoi membri dagli iniziali 6 ai 27 del 2007 con la Turchia che ha manifestato il suo desiderio di farne parte fin dagli anni sessanta.
Con l'Accordo di Ankara del 1963 ed il suo protocollo addizionale del 1970 si sono fissati gli obiettivi fondamentali dell'associazione tra la comunità e la Turchia, il rinforzo delle relazioni commerciali ed economiche e l'instaurazione dell'Unione Doganale in tre fasi. Uno degli obiettivi principali dell'accordo è stato la liberalizzazione della circolazione dei lavoratori, che non si è potuto ancora realizzare in pieno per ragioni prettamente socio-economiche.

Dopo una decade di colloqui, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan, ha messo in atto diverse misure riformiste per portare lo stato turco dentro i parametri imposti dall'Unione Europea e far entrare la Turchia come membro a pieno titolo dell'Unione. Tra le riforme si segnalano l'abolizione della pena di morte e il progresso nel riconoscimento dei diritti della minoranza curda.

Queste riforme, insieme ad altre, hanno spinto la Commissione Unione Europea a suggerire al Consiglio Unione Europea l'avvio dei negoziati. Non è possibile, comunque, prevederne la durata e probabilmente non si concluderanno prima di dieci anni.

Gli ottimisti vedono nella Turchia importanti punti a favore, uno di questi è il sentimento diffusamente filo europeo della sua popolazione e l'appoggio di personaggi come Jacques Chirac e Tony Blair. Si calcola che all'atto dell'adesione definitiva, la popolazione musulmana dell'Unione Europea passerà dall'attuale 5% al 20%. Per l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), l'apertura dei negoziati renderà più dinamica l'economia del paese, incoraggiando anche gli investimenti stranieri.

Gli scettici (tra cui diverse associazioni umanitarie) rilevano invece come la salvaguardia dei diritti umani e civili in Turchia sia ancora insufficiente[2], come sia tuttora irrisolta la questione del coinvolgimento turco a Cipro (stato membro dell'UE), la cui parte settentrionale, sede della Repubblica Turca di Cipro Nord (internazionalmente riconosciuta solo dalla Turchia), fu oggetto nel 1974 di una secessione dalla parte meridionale a causa dell'invasione del nord dell'isola da parte dell'esercito turco, ancora oggi presente sull'isola (occupazione militare condannata dalla risoluzione ONU n.541 del 1983[3]), e di come la minoranza curda sia tuttora repressa militarmente, culturalmente ed economicamente.

Un altro punto nodale per l'avvicinamento della Turchia all'Unione Europea riguarda il genocidio degli armeni e dei cristiano assiri, in Turchia infatti non solo questi genocidi non vengono riconosciuti, ma tramite l'articolo 301 del codice penale turco si persegue chi pubblicamente ne parla come è accaduto anche nei confronti del premio nobel Orhan Pamuk[4].

Nel 2002 Il Presidente della Convenzione Europea Giscard d'Estaing rilevando le ancora forti differenze culturali, dichiara pubblicamente la sua decisa contrarietà all'entrata della Turchia nell'UE, sostenendo che un suo eventuale ingresso segnerebbe la fine dell'Unione europea rendendo impraticabile una vera integrazione politica (la Turchia diverrebbe lo stato più esteso e il secondo più popoloso dell'Unione), nella stessa circostanza Giscard d'Estaing fa inoltre notare come la Turchia non possa essere considerata un paese europeo avendo il 95% della propria popolazione e della superficie territoriale (oltre che la propria capitale) in un altro continente.[5]

Nel 2006 l'economia turca è aumentata del 6% per poi soffrire della crisi economica del 2008 molto più degli altri paesi europei.

[modifica] Cronologia

[modifica] Quadro di sintesi

La tabella è stata organizzata in ordine decrescente rispetto al numero di abitanti, proporzionale al numero di eletti al parlamento europeo. Propone un confronto tra alcuni dati statistici rilevanti, tra gli stati membri e la Turchia. I dati sono aggiornati al 2004.

Stato Anno di adesione Popolazione in milioni Superficie (km²) PIL (Miliardi di €) 2003 PIL per abitante (€) PIL comparato (UE15=100) rappresentanti nel parlamento UE 2004
Turchia ? 74,7 780.580 460 6.500 24,3 86
Germania 1958/1990 82,4 357.021 2.129,2 25.840 96,8 99
Francia 1958 59,6 547.030 1.557,2 26.128 101,8 78
Regno Unito 1973 59,3 244.820 1.588,7 26.791 109,8 78
Italia 1958 57,3 301.320 1.400,9 24.704 95,7 78
Spagna 1986 41,6 504.782 863,0 22.000 90 54
Polonia 2004 38,2 312.685 185,2 4.849 42,6 54
Paesi Bassi 1958 16,2 41.526 453,8 28.012 106,1 27
Grecia 1981 11,0 131.940 153,5 13.951 73,8 24
Belgio 1958 10,4 30.510 267,5 25.719 104,3 22
Portogallo 1986 10,4 92.931 130,8 12.582 66,5 24
Repubblica Ceca 2004 10,2 78.866 75,7 7.420 63,1 24
Ungheria 2004 10,1 93.030 73,2 7.251 55,0 24
Svezia 1995 8,9 449.964 267,4 30.048 102,2 19
Austria 1995 8,1 83.858 224,3 27.688 108,5 18
Danimarca 1973 5,4 43.094 187,8 34.787 110,5 14
Slovacchia 2004 5,4 48.845 28,8 5.337 47,6 14
Finlandia 1995 5,2 337.030 143,4 27.581 99,2 14
Irlanda 1973 4,0 70.280 131,9 32.981 118,2 13
Lituania 2004 3,5 65.200 16,1 4.612 45,2 13
Lettonia 2004 2,3 64.589 9,2 3.985 37,7 9
Slovenia 2004 2,0 20.253 24,5 12.244 70,3 7
Estonia 2004 1,4 45.226 7,4 5.302 44,7 6
Cipro 2004 0,7 9.250 11,3 16.177 76,1 6
Lussemburgo 1958 0,4 2.586 23,5 58.690 185,5 6
Malta 2004 0,4 316 4,4 11.113 67,3 5
Totale (EU-25) 2004 454,6 3.973.597 9.738,0 22.911 91,8 730

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

[modifica] Collegamenti esterni

Unione europea Portale Unione europea: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Unione europea

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni