Adesione della Turchia all'Unione europea
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Turchia ed Unione europea hanno instaurato delle relazioni particolari dal 1963 quando la Comunità economica europea (CEE) —predecessore dell'Unione europea— firmò il Trattato di associazione con lo stato turco chiamato Accordo di Ankara[1]. Dal 2005 si rimandano i negoziati per la piena adesione della Turchia al consesso europeo.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] L'Impero Ottomano e le riforme di Atatürk
Dalla sua nascita come stato indipendente dalle ceneri dell'Impero ottomano all'indomani della conclusione della Prima guerra mondiale, la Turchia ha messo in atto una politica orientata ad un avvicinamento politico e culturale con l'Occidente.
Il territorio che attualmente corrisponde allo stato turco è stata tra le culle ed ha contribuito allo sviluppo della civiltà occidentale dal mondo antico fino al XV secolo, quando venne conquistato dall'Impero Ottomano che si estese su gran parte delle coste del Mar Mediterraneo, dal nord Africa fino ai Balcani, passando per il Medio Oriente, giungendo a minacciare direttamente anche Vienna.
Da quel momento, con il passare dei secoli, la cultura occidentale e la religione cristiana è divenuta sempre più minoritaria in Turchia, tenuta in vita solo da minoranze più o meno maltrattate a cui erano garantiti limitati diritti civili, che col collasso dell'Impero Ottomano vennero apertamente perseguitate, si verificarono infatti numerosi massacri ai danni di armeni, cristiano assiri e greci. Ad assumere il controllo del paese all'indomani della dissoluzione dell'impero fu Mustafa Kemal Atatürk che avviò tra le altre cose un processo di trasformazione e modernizzazione della società, delle istituzioni e dei costumi di stampo occidentale.
Atatürk impose l'adozione dell'alfabeto latino al posto di quello arabo-ottomano (osmanlica, da leggere "osmanligia"), l'impiego del vocabolario turco (originale) dell'Asia centrale (proprio anche di paesi a nord della Turchia) è favorito rispetto a quello persiano ed arabo, per recuperare una lingua più vicina alle sue origini. Durante il periodo ottomano, infatti, la lingua turca si diceva avesse perso parte della sua ricchezza culturale tanto che molti documenti redatti in quell'epoca sono oggi illeggibili a chi non conosce a fondo la lingua di quel periodo che, oltre all'alfabeto arabo (modificato con l'aggiunta di alcuni grafemi essenziali per la pronuncia di alcuni fonemi turchi), adottava logicamente numerosi vocaboli di origine araba o persiana: lingue principali veicolari della cultura islamica cui si rifacevano i turchi stessi. In realtà, a parte le pretese difficoltà di adeguare del tutto il turco a un alfabeto linguisticamente estraneo (l'arabo è una lingua semitica, mentre il turco è una lingua strutturalmente uralo-altaica, caratterizzata dal fenomeno dell'agglutinamento), fu la ferrea volontà ideologico-culturale di Atatürk di modernizzare il Paese e di avvicinarlo ai centri propulsori della cultura occidentale a portare alla decisione dell'adozione dell'alfabeto latino, anch'esso peraltro corretto da una non piccola serie di grafemi che - non diversamente da quelli arabi - erano necessari per poter trascrivere precisi fonemi tipici del turco, evitando anche la possibilità di equivoci col vasto e ormai acquisito patrimonio lessicale della lingua parlata. Un esempio sono i grafemi "ş" e "ğ", mentre alla "c" fu attribuito il suono della "g" dolce.
È stato introdotto un nuovo codice civile, ispirato a quello svizzero che, tra l'altro, ha reso facoltativo l'uso del fez (cappello musulmano tradizionale, chiamato tuttavia nei paesi arabi ţarbūsh) per gli uomini e del velo per le donne.
Si incoraggiò la popolazione ad adottare cognomi in sostituzione del nome unico di tradizione araba. A Mustafa Kemal il nome Atatürk (padre dei turchi) venne conferito dal popolo.
Da quel momento gli imam furono scelti ufficialmente dal governo. I turchi adottarono inoltre le maniere di comportarsi e le mode europee (proseguendo in questo in un trend partito già dal XVIII secolo), si introdussero riforme nella gerarchia dei sessi, arrivando a concedere il diritto di voto alle donne anche prima di alcuni paesi europei (Francia e Italia), si proclamò la domenica giornata di riposo, si abolì la poligamia, si sostituì il calendario musulmano con quello gregoriano e si stabilì la capitale ad Ankara.
[modifica] Avvicinamento e problematiche
Dai primi anni cinquanta si sono susseguiti periodici ampliamenti dell'Unione che hanno fatto passare il numero dei suoi membri dagli iniziali 6 ai 27 del 2007 con la Turchia che ha manifestato il suo desiderio di farne parte fin dagli anni sessanta.
Con l'Accordo di Ankara del 1963 ed il suo protocollo addizionale del 1970 si sono fissati gli obiettivi fondamentali dell'associazione tra la comunità e la Turchia, il rinforzo delle relazioni commerciali ed economiche e l'instaurazione dell'Unione Doganale in tre fasi. Uno degli obiettivi principali dell'accordo è stato la liberalizzazione della circolazione dei lavoratori, che non si è potuto ancora realizzare in pieno per ragioni prettamente socio-economiche.
Dopo una decade di colloqui, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan, ha messo in atto diverse misure riformiste per portare lo stato turco dentro i parametri imposti dall'Unione Europea e far entrare la Turchia come membro a pieno titolo dell'Unione. Tra le riforme si segnalano l'abolizione della pena di morte e il progresso nel riconoscimento dei diritti della minoranza curda.
Queste riforme, insieme ad altre, hanno spinto la Commissione Unione Europea a suggerire al Consiglio Unione Europea l'avvio dei negoziati. Non è possibile, comunque, prevederne la durata e probabilmente non si concluderanno prima di dieci anni.
Gli ottimisti vedono nella Turchia importanti punti a favore, uno di questi è il sentimento diffusamente filo europeo della sua popolazione e l'appoggio di personaggi come Jacques Chirac e Tony Blair. Si calcola che all'atto dell'adesione definitiva, la popolazione musulmana dell'Unione Europea passerà dall'attuale 5% al 20%. Per l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), l'apertura dei negoziati renderà più dinamica l'economia del paese, incoraggiando anche gli investimenti stranieri.
Gli scettici (tra cui diverse associazioni umanitarie) rilevano invece come la salvaguardia dei diritti umani e civili in Turchia sia ancora insufficiente[2], come sia tuttora irrisolta la questione del coinvolgimento turco a Cipro (stato membro dell'UE), la cui parte settentrionale, sede della Repubblica Turca di Cipro Nord (internazionalmente riconosciuta solo dalla Turchia), fu oggetto nel 1974 di una secessione dalla parte meridionale a causa dell'invasione del nord dell'isola da parte dell'esercito turco, ancora oggi presente sull'isola (occupazione militare condannata dalla risoluzione ONU n.541 del 1983[3]), e di come la minoranza curda sia tuttora repressa militarmente, culturalmente ed economicamente.
Un altro punto nodale per l'avvicinamento della Turchia all'Unione Europea riguarda il genocidio degli armeni e dei cristiano assiri, in Turchia infatti non solo questi genocidi non vengono riconosciuti, ma tramite l'articolo 301 del codice penale turco si persegue chi pubblicamente ne parla come è accaduto anche nei confronti del premio nobel Orhan Pamuk[4].
Nel 2002 Il Presidente della Convenzione Europea Giscard d'Estaing rilevando le ancora forti differenze culturali, dichiara pubblicamente la sua decisa contrarietà all'entrata della Turchia nell'UE, sostenendo che un suo eventuale ingresso segnerebbe la fine dell'Unione europea rendendo impraticabile una vera integrazione politica (la Turchia diverrebbe lo stato più esteso e il secondo più popoloso dell'Unione), nella stessa circostanza Giscard d'Estaing fa inoltre notare come la Turchia non possa essere considerata un paese europeo avendo il 95% della propria popolazione e della superficie territoriale (oltre che la propria capitale) in un altro continente.[5]
Nel 2006 l'economia turca è aumentata del 6% per poi soffrire della crisi economica del 2008 molto più degli altri paesi europei.
[modifica] Cronologia
- 18 aprile 1951: Firma del Trattato di Parigi che crea la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) da parte di Repubblica Federale di Germania, Francia, Italia, Olanda, Belgio e Lussemburgo
- 12 settembre 1963: Firma del Trattato di associazione CE-Turchia (Accordo di Ankara)
- 1970 - Protocollo addizionale del Trattato di associazione.
- 14 aprile 1987: la Turchia presenta la sua candidatura per entrare nella CEE.
- 1º gennaio 1996: entra in vigore l'unione doganale tra UE e Turchia
- 10-11 dicembre 1999: il Consiglio Europeo si riunisce ad Helsinki ed accetta la Turchia come paese candidato
- 6 ottobre 2004: la Commissione europea suggerisce al Consiglio dell'Unione europea di dare inizio ai negoziati per l'ingresso della Turchia nella UE
- 29 ottobre 2004: i membri del Consiglio UE firmano a Roma il Trattato che promulga una Costituzione Europea, il cui progetto era stato approvato il precedente 18 giugno. Recep Tayyip Erdogan firma in rappresentanza della Turchia
- 17 dicembre 2004 il consiglio UE concorda di iniziare i negoziati per l'adesione della Turchia a partire dal 3 ottobre 2005
- 3 ottobre 2005: con le riserve di Austria e Cipro, si dà inizio ai negoziati di adesione, condizionati al riconoscimento da parte turca della repubblica cipriota, all'abbandono dell'occupazione militare della parte settentrionale dell'isola e alla continuazione nel processo di riforme nel campo del diritto e delle libertà civili
- 12 giugno 2006: con la presidenza UE dell'Austria si sbloccano i negoziati di adesione accogliendo la richiesta di Cipro ad includere un'ammonizione alla Turchia affinché adempia a tutte le richieste
[modifica] Quadro di sintesi
La tabella è stata organizzata in ordine decrescente rispetto al numero di abitanti, proporzionale al numero di eletti al parlamento europeo. Propone un confronto tra alcuni dati statistici rilevanti, tra gli stati membri e la Turchia. I dati sono aggiornati al 2004.
| Stato | Anno di adesione | Popolazione in milioni | Superficie (km²) | PIL (Miliardi di €) 2003 | PIL per abitante (€) | PIL comparato (UE15=100) | rappresentanti nel parlamento UE 2004 |
| Turchia | ? | 74,7 | 780.580 | 460 | 6.500 | 24,3 | 86 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Germania | 1958/1990 | 82,4 | 357.021 | 2.129,2 | 25.840 | 96,8 | 99 |
| Francia | 1958 | 59,6 | 547.030 | 1.557,2 | 26.128 | 101,8 | 78 |
| Regno Unito | 1973 | 59,3 | 244.820 | 1.588,7 | 26.791 | 109,8 | 78 |
| Italia | 1958 | 57,3 | 301.320 | 1.400,9 | 24.704 | 95,7 | 78 |
| Spagna | 1986 | 41,6 | 504.782 | 863,0 | 22.000 | 90 | 54 |
| Polonia | 2004 | 38,2 | 312.685 | 185,2 | 4.849 | 42,6 | 54 |
| Paesi Bassi | 1958 | 16,2 | 41.526 | 453,8 | 28.012 | 106,1 | 27 |
| Grecia | 1981 | 11,0 | 131.940 | 153,5 | 13.951 | 73,8 | 24 |
| Belgio | 1958 | 10,4 | 30.510 | 267,5 | 25.719 | 104,3 | 22 |
| Portogallo | 1986 | 10,4 | 92.931 | 130,8 | 12.582 | 66,5 | 24 |
| Repubblica Ceca | 2004 | 10,2 | 78.866 | 75,7 | 7.420 | 63,1 | 24 |
| Ungheria | 2004 | 10,1 | 93.030 | 73,2 | 7.251 | 55,0 | 24 |
| Svezia | 1995 | 8,9 | 449.964 | 267,4 | 30.048 | 102,2 | 19 |
| Austria | 1995 | 8,1 | 83.858 | 224,3 | 27.688 | 108,5 | 18 |
| Danimarca | 1973 | 5,4 | 43.094 | 187,8 | 34.787 | 110,5 | 14 |
| Slovacchia | 2004 | 5,4 | 48.845 | 28,8 | 5.337 | 47,6 | 14 |
| Finlandia | 1995 | 5,2 | 337.030 | 143,4 | 27.581 | 99,2 | 14 |
| Irlanda | 1973 | 4,0 | 70.280 | 131,9 | 32.981 | 118,2 | 13 |
| Lituania | 2004 | 3,5 | 65.200 | 16,1 | 4.612 | 45,2 | 13 |
| Lettonia | 2004 | 2,3 | 64.589 | 9,2 | 3.985 | 37,7 | 9 |
| Slovenia | 2004 | 2,0 | 20.253 | 24,5 | 12.244 | 70,3 | 7 |
| Estonia | 2004 | 1,4 | 45.226 | 7,4 | 5.302 | 44,7 | 6 |
| Cipro | 2004 | 0,7 | 9.250 | 11,3 | 16.177 | 76,1 | 6 |
| Lussemburgo | 1958 | 0,4 | 2.586 | 23,5 | 58.690 | 185,5 | 6 |
| Malta | 2004 | 0,4 | 316 | 4,4 | 11.113 | 67,3 | 5 |
| Totale (EU-25) | 2004 | 454,6 | 3.973.597 | 9.738,0 | 22.911 | 91,8 | 730 |
[modifica] Voci correlate
- Allargamento dell'Unione europea
- Cronologia dell'integrazione europea
- Storia della Turchia
- Eurabia
- Grande Medio Oriente
- Emma Bonino
[modifica] Note
- ^ Scambio di lettere avvenuto il 12 settembre 1963 ad Ankara tra i Presidenti delle delegazioni della Comunità e della Turchia
- ^ Turchia: rapporto dell'Associazione per i Diritti Umani IHD sulle violazioni dei diritti umani negli ultimi sei mesi in Turchia, 5.9.2002
- ^ http://daccessdds.un.org/doc/RESOLUTION/GEN/NR0/453/99/IMG/NR045399.pdf
- ^ TURCHIA Ohran Pamuk, il genocidio armeno e il nazionalismo turco - Asia News
- ^ Giscard chiude alla Turchia Per l' Europa sarebbe la fine (La Repubblica, 9/11/2002)
[modifica] Collegamenti esterni
- Partenariato per l'adesione della Turchia, TURCHIA - RECEPIMENTO DELL' "ACQUIS" COMUNITARIO
- (EN, ES, DE, FR) Turkishforum
- (EN) ZEI EU-Turkey-Monitor
- (EN) Pagina speciale per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea (EmmaBonino.it)
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