Accademia delle Scienze di Torino

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L'Accademia delle Scienze di Torino si pone come obiettivo quello di "contribuire al progresso scientifico, promuovendo ricerche e curando la pubblicazione dei loro risultati, contribuendo alla diffusione del sapere mediante congressi, convegni, seminari, conferenze e ogni altro mezzo ritenuto idoneo, e inoltre fornendo pareri e formulando proposte alle istituzioni pubbliche e a organismi privati nei campi di sua competenza" (tratto dallo Statuto approvato con decreto del Ministro per i Beni e le Attività culturali il 21 luglio 2000).

Indice

[modifica] Storia

L'Accademia delle Scienze di Torino nacque da una preesistente Società Scientifica Privata Torinese, creata nel 1757 per volontà del conte Giuseppe Angelo Saluzzo di Monesiglio (chimico che mise a disposizione la propria casa per le riunioni dei soci) con la collaborazione di Joseph-Louis Lagrange, celebre matematico e Giovanni Francesco Cigna, fisico e medico.

La società era orientata soprattutto verso la matematica, la meccanica e la fisica e già nel 1759 aveva prodotto una prima pubblicazione, dal titolo Miscellanea philosophico-mathematica Societatis privatae Taurinensis, che comprendeva, tra gli altri scritti, due testi di Lagrange, uno relativo all'analisi del Metodo dei massimi e minimi di Fermat e uno sulla propagazione del suono. In seguito vennero pubblicati quattro volumi di Mélanges de philosophie et de mathématique, che ospitarono gli scritti scienziati d'oltralpe, tra i quali il matematico Leonhard Euler (noto in Italia come Eulero) e il medico e botanico Albrecht von Haller, entrambi svizzeri.

Nel giro di alcuni anni avevano aderito alla Società i più importanti rappresentanti della cultura piemontese e alcuni esponenti dell’Illuminismo francese, come Jean Baptiste Le Rond d'Alembert e marchese di Condorcet.

[modifica] La nascita ufficiale

L’Accademia venne fondata ufficialmente nel 1783, per Rescritto sovrano di Vittorio Amedeo III di Savoia, Re di Sardegna, che le conferì il titolo di Accademia Reale, riconoscendola giuridicamente come istituzione pubblica. Egli stabilì che venisse fornito all'istituzione un contributo annuo per far fronte alle spese della ricerca e nel 1784 approvò personalmente sia lo statuto che l’elenco dei Soci.

A seguito di questo riconoscimento, l'Accademia accrebbe di prestigio a livello internazionale ed aumentarono i contatti con gli studiosi stranieri.
Le pubblicazioni dei testi scientifici continuarono con un nuovo titolo, Mémoires de l’Académie Royale des Sciences de Turin.

Come motto venne scelto Veritas et utilitas che riassumeva gli obiettivi dell'Accademia: ricercare la verità (quindi la ricerca pura) e utilizzare le conoscenze scientifiche per applicazioni pratiche.

Immagine storica del Palazzo dell'Accademia delle Scienze di Torino, 1853

Dal 1787, sempre per volere di Vittorio Amedeo III di Savoia la sede dell'Accademia venne collocata nel palazzo seicentesco che ospitava il Collegio dei Nobili, attualmente noto come il Palazzo dell'Accademia delle Scienze (che la ospita tuttora).

Nel 1796 l'inizio della guerra tra Casa Savoia e la Francia (divenuta una repubblica a seguito degli esiti della Rivoluzione francese) provocò l'interruzione forzata delle attività dell'Accademia.

[modifica] L'Accademia nell'Ottocento

Le attività vennero riprese soltanto nel 1801, a seguito dell'occupazione del Piemonte da parte di Napoleone Bonaparte. Egli mise in atto un'opera di riforma dell'Accademia, riorganizzandola in due "classi": una avrebbe continuato ad occuparsi della ricerca scientifica, mentre l'altra avrebbe orientato i propri studi verso la letteratura e l'arte.
Nel 1804 Napoleone si autonominò presidente "perpetuo" a titolo onorario e nel 1805 ne cambiò il titolo da "Accademia Reale" a "Accademia Imperiale".

Nel 1814, con la caduta di Napoleone e la conseguente Restaurazione della monarchia dei Savoia, l’Accademia fu "epurata" dai pensatori e dagli scienziati che si erano dimostrati sostenitori dei francesi (tra gli altri, Giovanni Antonio Giobert e Giovanni Battista Balbis). Venne mantenuta, invece, l'organizzazione nelle due classi, il cui orientamento venne, però, leggermente modificato: una si sarebbe occupata delle Scienze fisiche, matematiche e naturali, l'altra delle Scienze morali, storiche e filologiche.

La monarchia sabauda continuò a sostenere economicamente l'Accademia di Torino e a influenzarne pesantemente l'orientamento per quasi tutto l'Ottocento, anche quando la capitale del Regno d'Italia non era più Torino.
La direzione dell'istituzione, infatti, rimase sempre un privilegio esclusivo di personalità appartenenti alla nobiltà piemontese. Soltanto nel 1879 la nomina del presidente venne estesa ai membri non nobili dell'Accademia. Tale carica passò da "perpetua" a triennale e venne stabilito che dovesse essere alternata tra le due classi.

Nel corso dell’Ottocento l'Accademia poté vantare come Soci personaggi di spicco della cultura italiana (come Alessandro Manzoni, Joseph de Maistre[1], Ugo Foscolo, Vincenzo Gioberti, Antonio Rosmini, Galileo Ferraris, Quintino Sella, Giorgio Spezia, Amedeo Avogadro, Carlo Ilarione Petitti di Roreto e Germain Sommeiller[2]), nonché scienziati, filosofi e scrittori di altre nazioni (come i tedeschi Alexander von Humboldt, Friedrich Carl von Savigny, Carl Friedrich Gauss, Moritz Cantor, Leopold von Ranke, Hermann von Helmholtz e Theodor Mommsen, i francesi François Guizot e Victor Cousin, Ernest Renan e Hippolyte Taine, e il padre della teoria dell'evoluzione, l'inglese Charles Darwin).

[modifica] Elenco dei presidenti

Il seguente elenco riporta i presidenti onorari, perpetui e elettivi (con mandato triennale), ordinati secono la data di nomina.[3]

[modifica] Presidenti onorari

[modifica] Presidenti perpetui

[modifica] Presidenti triennali

[modifica] Ubicazione

L'Accademia ha sede in via Accademia delle Scienze 6, a Torino, in un imponente edificio con mattoni "a vista", noto come Palazzo dell'Accademia delle Scienze.

[modifica] La biblioteca

Particolare rilevanza riveste anche la biblioteca dell'istituzione, fondata nel 1783, che conserva "un ingente patrimonio documentario, specie nei settori culturali di propria specializzazione: la Storia della scienza e la Letteratura piemontese".[4]

Le raccolte sono costituite da circa 200.000 tra libri ed opuscoli, 5.200 periodici di cui oltre 400 in corso, 3.000 tra disegni ed incisioni, 40.000 lettere di personaggi illustri della cultura europea.[2]

La casa editrice Olschki ha avviato nel 2005 la pubblicazione del patrimonio librario ed archivistico dell'Accademia, nella collana "I libri dell'Accademia".[5]

[modifica] Premi

L'Accademia delle Scienze di Torino ha erogato e tuttora eroga diversi premi ad illustri studiosi e come incentivo all'ideazione di soluzioni a problemi scientifici, economici e sociali.

I premi che vengono conferiti dall'Accademia sono:

Alcuni premi sono attribuito dall'Accademia ma non sono gestiti da essa, quali:

Nel passato vennero conferiti altri premi che oggi non sono più in corso:

[modifica] Borse di studio

L'accademia bandisce ogni anno due borse di studio intitolate a Maria Luisa Petrazzini che sono destinate ad un laureato presso il Politecnico di Torino, nella facoltà di Ingegneria, meccanica o aerospaziale, e ad una laureata presso l'Università degli Studi di Torino, nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.

[modifica] Note

  1. ^ Nato in Savoia, all'epoca parte del Regno di Sardegna.
  2. ^ a b Idem.
  3. ^ Accademia delle Scienze di Torino
  4. ^ Amedeo Benedetti - Bruno Benedetti, Gli archivi della scienza. Musei e Biblioteche della scienza e della tecnologia in Italia, Genova, Erga, 2003, p. 37.
  5. ^ Cfr. <http://www.accademiadellescienze.it/biblioteca>

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