Čyngyz Ajtmatov
Čyngyz Ajtmatov (kirghizo: Чыңгыз Айтматов; russo: Чингиз Торекулович Айтматов) (Šeker, 12 dicembre 1928 – Norimberga, 10 giugno 2008) è stato uno scrittore kirghiso.
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[modifica] Biografia
Autore in varie lingue (sia lingua kirghiza che russa) ha esordito nel 1958 con un romanzo incentrato su di una giovane donna, una kirghisa, che non si arrendeva alle difficoltà del proprio paese. Il titolo di tale opera fu Džamilja (1958), che ebbe anche una traduzione italiana (Melodia della terra). In seguito scrisse altri racconti, fra cui si dinstinsero Addio, Gul'sary (1966) e Il battello bianco (1970), dove racconta tragicamente di un bambino che deve abbandonare i suoi sogni e finsice con il commettere il suicidio. Il suo ultimo scritto degno di nota è del 1994: Il marchio di Cassandra. Dalle eresie del XX secolo.
[modifica] Temi trattati
Ajtmatov mostrava inizialmente interesse sia per l'adolescenza che per il folclore tipico della Russia, in seguito fu attrratto anche in piccola parte dalla fantascienza che si univa alla narrazione: si osserva in Il giorno che durò più di un secolo (1980) dove si descriveva un viaggio ambientato nella steppa con osservazioni riferite al mondo moderno. Andando avanti con gli anni scrisse di temi molto attuali, come la droga e il crimine: Il patibolo (1986), qui ritroviamo il pessimismo espresso con la perdita irreversibile della spiritualità.
[modifica] Bibliografia
- Cinghiz Aitmatov (URSS 1928), Il battello bianco, traduzione di Gigliola Venturi, Mondadori, 1979.
[modifica] Onorificenze
| Cavaliere dell'Ordine del Sorriso | |
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